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direttore Paolo Pagliaro

Milano si candida
per il dopo-Brexit

Milano si candida <br> per il dopo-Brexit

di Paolo Pagliaro

(17 gennaio 2016) Theresa May ha annunciato che il Regno Unito uscirà dal mercato unico, dall’unione doganale e dalla giurisdizione della Corte di Giustizia. Sembra dunque aver prevalso  la versione più rigida e fondamentalista della Brexit. Se è vero, come dice oggi Romano Prodi al Sole, che gli inglesi sono sempre stati incerti da che parte dell’Atlantico stare,  adesso pare che abbiano deciso. C’è preoccupazione per gli italiani a Londra oltre che per le nostre esportazioni. Tuttavia la Brexit può tradursi, per l’Italia e per Milano, in un’opportunità.
Un gruppo di pressione, che si chiama Selèct Milano ed è ben radicato anche a Londra, è al lavoro da tempo perché si trasferiscano nel capoluogo lombardo alcune delle attività finanziarie in uscita dalla City a seguito della Brexit.  Si pensa, per esempio, a Euroclearing, una società della Borsa di Londra che, con i suoi 11 mila addetti,  funge come cassa di compensazione e garanzia per le operazioni dei derivati in euro. Per la funzione strategica di questa attività, sembra  inevitabile che nel post Brexit venga localizzata in un paese dell’area dell’unione, e dunque a Milano, Parigi o Francoforte.  La scelta di Milano sarebbe vista di buon occhio anche dalla City visto che la Cassa di compensazione Italiana, in quando parte della Borsa Italiana, è posseduta dalla Borsa di Londra. Potrebbe trasferirsi in Italia anche  l’agenzia europea per i medicinali, organo decentrato dell’Unione Europea che ha 900 impiegati e richiama ogni anno a Londra circa 50 mila persone. 
In questi mesi Selèct Milano, che è presieduta  da Bepi Pezzulli,  ha svolto un’intensa azione di lobby parlamentare per migliorare l’attrattività italiana agli occhi degli investitori internazionali. Il governo Renzi, con la legge di stabilità, ha raccolto alcuni suggerimenti per allargare anche a cittadini comunitari le disposizioni per il “rimpatrio dei cervelli”. Aiuta Milano anche la decisione di introdurre un favorevole sistema di tassazione per i funzionari e i manager delle istituzioni finanziare che decidessero di trasferirsi al seguito delle propri organismi.

(© 9Colonne - citare la fonte)