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CORRUZIONE, PER GLI ITALIANI IL CALCIO NON FA ECCEZIONE

I due terzi degli italiani hanno sentito parlare, nelle ultime settimane, dell’indagine della magistratura sul nuovo scandalo del calcio-scommesse che ha coinvolto giocatori di diverse società. Come emerge dal sondaggio condotto dall’Istituto Demopolis per la trasmissione Otto e Mezzo (La7), è un’inchiesta che fa discutere: a maggior ragione in un Paese come l’Italia, nel quale il 53% segue regolarmente il calcio, mentre il 22% si appassiona prevalentemente in occasione di grandi eventi sportivi come i Mondiali o gli Europei. Appena un quarto della popolazione, quasi esclusivamente femminile, si dichiara scarsamente interessata. Tra chi segue abitualmente o sporadicamente le partite di calcio, circa la metà dichiara di tifare per una squadra di club: una percentuale che sale tra gli uomini al 76%. In testa alle preferenze la Juventus, seguita dalle due milanesi; più distanti il Napoli, le romane e le altre squadre di A. Un terzo, oggi in parte deluso, preferisce invece tifare soltanto per la Nazionale. Spettacolo, tifo e partecipazione restano comunque concentrati prevalentemente dietro gli schermi televisivi: l’81% afferma di seguire le partite in TV, 3 su 10 in radio; appena l’8% si reca – magari sporadicamente - allo stadio per seguire le partite dal vivo. Ma qual è l’opinione degli italiani sullo scandalo del calcio scommesse? Il sondaggio, realizzato dall’Istituto di ricerche diretto da Pietro Vento, rivela un certo cinismo da parte dei tifosi, abituati ormai da anni a convivere con il sospetto nel mondo del calcio: se per il 37% si tratta di casi isolati, un intervistato su quattro pensa invece che il fenomeno delle partite truccate coinvolga giocatori di diverse squadre; il 22% immagina anche il coinvolgimento di alcune società. A determinare la corruttibilità di alcuni calciatori è – secondo 6 italiani su dieci – l’assenza di etica e valori sportivi, ma anche la corruzione radicata nel Paese a diversi livelli. La maggioranza assoluta sottolinea anche, tra le cause, la tentazione di ingenti guadagni tramite il sempre più diffuso circuito delle scommesse. La percezione dominante nell’opinione pubblica è che, rispetto allo scandalo di “Calciopoli”, scoppiato alla vigilia del Mondiali in Germania del 2006, gli episodi di corruzione nel sistema calcio siano diffusi come prima: lo afferma il 62%. Secondo il 23% la situazione si è ulteriormente aggravata, soprattutto a causa del giro crescente delle scommesse. Come arginare il fenomeno? Chi segue il calcio chiede tolleranza zero e l’inasprimento delle pene: l’80% degli italiani intervistati dall’Istituto Demopolis si dichiara d’accordo con la radiazione a vita per i giocatori corrotti, proposta da Michel Platini. I due terzi chiedono sanzioni severe anche per i giocatori che hanno solo scommesso sulle partite, il 52% approva l’idea di ipotizzare un anno di squalifica anche per omessa denuncia. Delusione ed insofferenza suscitate dall’ultimo scandalo che scuote il calcio italiano non modificano comunque la passione e l’interesse per il campionato: che rimangono invariati per l’83% del campione intervistato, mentre risultano diminuiti per appena il 15%. (pap – 16 mag)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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