È vero che quando una domenica su due sfrecci ad oltre 300 chilometri orari su un tracciato lontano da casa, in giro per il mondo, ogni curva, ogni rettilineo, ogni sorpasso è delicatissimo, non solo ai fini della classifica ma anche per sopravvivere alle velocità sovrumane raggiunte sulle due ruote. È anche vero, quindi, che una posizione in più o un punto guadagnato assumono comunque particolare rilevanza, ma per il 9 volte campione del mondo Valentino Rossi il peso specifico della quarta gara di Moto Gp a Le Mans (Francia), in programma domenica, può risultare superiore a molte altre. Il fuoriclasse italiano, dopo aver vinto tutto ciò che era in palio in qualsiasi categoria, una volta salito sulla Desmosedici marchio Ducati non è più stato in grado di passare per primo sotto alla bandiera a scacchi. Dall'ottobre 2010 il “dottore” non chiude in prima posizione, ma ora, tornato sulla Yamaha M1, è pronto a vincere su uno dei suoi tracciati preferiti. C'è forte ottimismo in tutto l'ambiente ed è comprensibile visti i precedenti: “Negli ultimi due anni sono stato in grado di arrivare sul podio in condizioni di asciutto e anche in condizioni di bagnato. Speriamo di fare lo stesso e anche meglio con la Yamaha” ha dichiarato. La pista francese gli è amica, tanto che quei due risultati a cui fa riferimento sono le uniche due volte, insieme al terzo posto di San Marino lo scorso anno, che Rossi è riuscito a raggiungere il podio a cavallo della “rossa” italiana. Inoltre, la classifica si sta sfaldando in due blocchi distinti e Valentino non vuole essere risucchiato dal gruppo degli inseguitori così da poter lottare in autunno per il titolo con i tre spagnoli di testa: Marquez, Pedrosa e il compagno di scuderia Lorenzo. Nonostante le capacità fuori dal comune del numero 46 non sarà facile spezzare lo stradominio iberico che quest'anno sta raggiungendo il proprio indiscusso culmine come dimostra un'impressionante statistica di questa 65° edizione del motomondiale: nelle tre categorie, (125, 250 e Moto Gp) i vincitori delle rispettive prime tre gare sventolano tutti la bandiera rossa e gialla di sua maestà Juan Carlos I re di Spagna. Bisognerà dunque combattere dalla prima all'ultima frenata come ha fatto un paio di settimane fa il ventenne Marquez, che, all'ultima curva, proprio in Spagna, ha strappato il successo al connazionale Lorenzo con una manovra da brividi nella quale per completare il sorpasso ha dovuto rifilare una spallata all'avversario. La sfida tra l'esperienza dei veterani e l'istinto irrazionale dei giovani è aperta, ora vediamo se sarà la vecchia guardia a mollare o saranno gli eccessi di coraggio a venir puniti con qualche caduta di troppo. (16 mag - Nip)
(© 9Colonne - citare la fonte)




amministrazione