Si chiamano “Pensieri persi” ma sanno esattamente dove vanno a finire: nelle mente e nel cuore di chi li ascolta. Chi dice “Pensieri Persi” dice una band romana formata da Ivan Rossi, Dario Samà, Eleonora Giusti, Pietro Benassi, Andrea Romani e Riccardo Pio – autore di testi e musiche - che ha deciso di autoprodurre il proprio disco, chiamandolo appunto “Pensieri persi”, e di entrare nel mondo della musica in punta di piedi – con umiltà e leggerezza – cercando semplicemente di raccontare qualcosa. E qualcosa - o meglio emozioni, ricordi e storie vere – si trova nelle sette tracce che compongono il disco caratterizzato da testi maturi e originali, dove ironia e poesia spaziano da suggestioni classiche a vibrazioni elettriche e rock. “Pensieri Persi”, uscito a fine aprile, è un contenitore di suggestioni e note scritte da Riccardo Pio, leader della band. Romano, classe 1983, dice che da “grande” vuole fare il cantautore anche se oggi lavora all’Invitalia: “Scrivo da tredici anni. Ho nel cassetto tantissime canzoni. Per questo album abbiamo scelto sette brani, sono quelli che più mi rappresentano. Da ‘Pensieri Persi’ – brano a cui sono più legato, che dà il titolo alla band oltre che al disco - a ‘Helsa’ che è stata per me la canzone della svolta e che credo sia molto comunicativa, questo album è dedicato a chi per anni ci ha chiesto ‘ma quando lo fate un album?’ e a chi, soprattutto, saprà perdersi o ritrovarsi tra le sue note”. Le influenze certo non mancano ma è lo stesso cantautore ad ammetterlo: “Ascolto moltissima musica: da Cremonini a Guccini. Non ho pregiudizi. Ovvio ho delle preferenze: Vinicio Capossela, Afterhours, Marlene Kuntz”. “La band – aggiunge il cantautore – è nata 13 anni fa ma i componenti del gruppo sono più volte cambiati. Io e Pietro però ci siamo da sempre. All’inizio proponevamo cover poi abbiamo iniziato a suonare i nostri pezzi”. In “Pensieri persi” c’è la storia di chi vive l’inquietudine di un sentimento - come in “Parto”, brano che apre il disco - e di chi ama e sa accontentarsi di piccoli gesti, come in “Helsa”: “Io ti vedo e mi basta sai, starti muto accanto… non ho avrò rimpianto se ti chiederò restami vicina perché ora lo so sono nudo e ho freddo” canta Riccardo. “Helsa” è una ballata dolcissima, una romantica dichiarazione d’altri tempi. Poi i “Pensieri persi” si fanno ancora più profondi e maturi e cantano in “Marta” la rabbia e la follia, la gioia e il dolore, riuscendo a far rivivere quella Marta – ovvero Marta Russo, la studentessa vittima di un omicidio alla Sapienza nel ’97 - che è impossibile dimenticare. Lanciano poi un messaggio: “Ogni nodo, ogni lutto sono spinte per rialzarsi”. Il ricordo, quello di una persona tanto lontana quanto speciale e insostituibile torna poi nel brano, intimista e delicato, “Pensieri Persi”: un brivido accompagna l’ascolto, “sento la tua essenza passarmi nelle ossa”. Parole vere, vive e genuine attraversano però tutto l’album da “Istanbul” dove ritroviamo la voglia di guardare avanti –“io mi dirigo altrove che devo camminare”, a “Fiore Paziente”, brano che chiude il disco: un pezzo dove torna il “disordine”, “l’attesa”, “la falsa stabilità” e che “vuole essere un invito alla contaminazione” dice Riccardo, che invita a riflettere: “vivere è saper essere polvere”. “Marta – racconta Riccardo – è nata quando ho conosciuto l’Associazione ‘Marta Russo’. E’ in sostanza un regalo che ho voluto fare a chi ne fa parte”. L’Associazione Marta Russo ha lo scopo preciso di interpretare il volere e il desiderio della giovane studentessa, che già all’età di quindici anni aveva comunicato la volontà di donare i suoi organi, perché – come canta Riccardo - “vivere è donarsi”. Intanto i “Pensieri persi” si preparano ai prossimi impegni: “Presenteremo l’album in alcuni locali della Capitale mentre stiamo lavorando al video di ‘Helsa’” dice il leader della band che a proposito del loro primo corto spiega: “Abbiamo deciso di coinvolgere amici e conoscenti: chiunque abbia apprezzato questa canzone potrà contribuire alla realizzazione del video. Sarà semplicissimo – spiega Riccardo – l’unico requisito è possedere uno smartphone: non si deve fare altro che portare con sé il brano e il testo della canzone e saltare in macchina in compagnia di un amico pronto a riprenderti mentre canti ‘Helsa’ alla guida della tua auto. Una volta fatta partire la canzone – nell’impianto della propria auto o dal telefonino – non resterà, infatti, che cantare. Ovviamente – precisa - senza distrazioni”. “Una volta registrato il video o i video, è possibile caricarlo su Dropbox, Google Drive, wetransfer, e inviarci il link per scaricarlo: i contributi più belli entreranno a far parte del video ufficiale del singolo”. “Non so dove arriveremo ma spero che riusciremo a farci conoscere. Io intanto continuo a scrivere” assicura Riccardo che con i suoi “Pensieri persi” regala poesie e note, emozioni vere e pure. Una band da scoprire, un album da ascoltare. (17 mag - Gil)
(© 9Colonne - citare la fonte)




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