Roma, 2 dic - In Italia un treno pendolare ogni tre arriva
in ritardo. A Milano succede ben più spesso, oltre un convoglio su due infatti
tarda più di 5 minuti (59% a Milano Cadorna-Ferrovie Nord e 57% a Milano
Centrale), ma a Roma le cose non vanno molto meglio e a tardare, sempre più dei
5 minuti considerati “accettabili” dalla Carta dei Servizi sottoscritta dalle
associazioni dei consumatori, sono il 54% dei treni pendolari. E’ questo il
risultato di una indagine svolta da Legambiente nell’ambito della campagna
“Pendolaria” e realizzata grazie al puntuale monitoraggio effettuato dai
volontari in 13 stazioni di 11 città capoluogo di provincia, tra il 23 e il 27
novembre, nella fascia oraria 7-9 del mattino, per tre giorni consecutivi, che
verrà presentato il 10 dicembre a Roma. Su 1216 treni monitorati, ben 430 (pari
al 35% del totale) hanno registrato un ritardo dai 5 minuti. 410 sono invece i
convogli arrivati con un ritardo compreso tra uno e quattro minuti, mentre solo
374 treni (pari al 31% del totale) sono giunti in orario. Dopo Milano e Roma,
nella poco onorevole classifica dei treni pendolari maggiormente in ritardo,
troviamo la città di Palermo, con solo il 16% dei treni monitorati in orario,
il 41% in ritardo di pochi minuti e il 43% in ritardo dai 5, seguita da Salerno
(37% dei convogli con ritardi dai 5 minuti), Torino (32% dai 5 minuti) e
Messina (30%). Chiude invece la classifica la stazione di Genova Principe con
“solo” il 18% dei treni pendolari in ritardo di più di 5 minuti ma ben il 44% comunque
fuori orario anche se entro i 5 minuti. Il ritardo medio registrato (sempre
calcolato dai 5) è di 11 minuti anche se la media sale a 15 a Salerno e alla stazione
di Genova Principe e a 16 a
Messina. Più fortunati a Roma, Palermo, Bari e Torino, dove il ritardo medio
ammonta a 9 minuti. Segnalazioni relative al servizio pendolari, possono essere
inviate fino all’11 dicembre al numero 347.4900042, anche con sms, e
all’indirizzo mail pendolari@legambiente.eu. “I risultati del nostro
monitoraggio - ha dichiarato il responsabile trasporti di Legambiente Edoardo
Zanchini - mostrano l’urgenza di nuovi investimenti per il trasporto pendolare.
Gran parte di questi ritardi infatti, sono causati dal sovraffollamento delle
carrozze che causano l’accumulo di minuti persi ad ogni fermata per permettere
il flusso in entrata e in uscita degli utenti. Servono anche binari dedicati ai
treni pendolari nelle grandi città e nuovi convogli che permettano di aumentare
le velocità potenziando il servizio. Ma per tutto ciò, evidentemente, è
necessario spostare le priorità d’investimento dalla strada alla ferrovia e
puntare sui nodi urbani. Ad oggi invece il 70% dei finanziamenti della Legge
Obiettivo è destinato a strade ed autostrade, mentre solo il 30% dovrebbe
garantire lo sviluppo di Tav, ferrovie e metropolitane”. “Bisogna guardare
anche alla qualità dei servizi per i pendolari - ha aggiunto la direttrice
generale di Legambiente Rossella Muroni - e quindi alla puntualità ma anche
alla pulizia delle carrozze e delle stazioni, alla fruibilità dei parcheggi e
alle interazioni col trasporto urbano degli autobus”.