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direttore Paolo Pagliaro

PROACTIVA OPEN ARMS
NAVE DISSEQUESTRATA

PROACTIVA OPEN ARMS <br> NAVE DISSEQUESTRATA

La nave della Ong spagnola Proactiva Open Arms è “libera”. Il Gip di Ragusa infatti ha ordinato il dissequestro dell’imbarcazione ferma ormai da quasi un mese al porto di Pozzallo dopo il salvataggio in mare di 250 migranti, con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, dopo che già il gip di Catania aveva fatto cadere l’accusa di associazione a delinquere.  Secondo il gip, “non si ha prova che si sia pervenuti in Libia ad un assetto accettabile di protezione dei migranti soccorsi in mare. Manca la prova anche della sussistenza di porti sicuri in territorio libico in grado di accogliere i migranti soccorsi nelle acque Sar di competenza nel rispetto dei loro diritti fondamentali. In difetto di tale prova, la scriminante dello stato di necessità rimane in piedi". Oltre a questo, il giudice rimarca anche “l’illegittimità del coordinamento assunto dalla Guardia Costiera libica, in difetto di acque libiche ufficialmente riconosciute”. Una buona notizia per la ong spagnola, che attendeva con ansia la sentenza: “oggi sapremo se questo vecchio rimorchiatore e i suoi volontari potranno tornare a salvare quelle vite che l’Europa condanna a morire in mare o nell’inferno della Libia”. Secondo Erasmo Palazzotto, di Leu, la decisione del gip “è la dimostrazione che le accuse contro la Open Arms erano infondate. Il giudice riconosce che la Libia non può essere considerato un luogo sicuro, quanto ci metterà il nostro Governo a riconoscerlo?”.  Molto preoccupato invece il leghista Roberto Calderoli, per il quale “se per il gip di Ragusa non ci sono gli estremi di favoreggiamento all'immigrazione clandestina nel trasbordare gli immigrati dalla Libia in quanto 'non si ha prova che si sia pervenuti in Libia a un assetto accettabile di protezione dei migranti soccorsi in mare', allora significa che da oggi tutte le navi ONG sono autorizzare a portare qui decine di migliaia di immigrati clandestini, visto che la Libia non è un Paese sicuro, mentre ovviamente l'Italia lo è. Una pronuncia che rappresenta un semaforo verde per i trafficanti di uomini e per le navi Ong. Per la serie 'prego, invadeteci pure’..”.

(Sis)

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