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direttore Paolo Pagliaro

La notte in cui
Jimi Hendrix
inventò il rock

Libri
Ogni settimana uno scaffale diverso, ogni settimana sarà come entrare in una libreria virtuale per sfogliare un volume di cui si è sentito parlare o che incuriosisce. Lo "Speciale libri" illustra le novità delle principali case editrici nazionali e degli autori più amati, senza perdere di vista scrittori emergenti e realtà indipendenti. I generi spaziano dai saggi ai romanzi, dalle inchieste giornalistiche, alla storia e alle biografie.

 La notte in cui <br> Jimi Hendrix <br>  inventò il rock

James Marshall, “Jimi”, Hendrix (Seattle, 27 novembre 1942 – Londra, 18 settembre 1970) è considerato il più grande chitarrista di tutti i tempi e l’artefice di una vera e propria rivoluzione del rock. La sua figura, carismatica e trasgressiva, diventa simbolo delle contestazioni giovanili quando, nel 1967 al Festival di Monterey, dà fuoco alla sua chitarra davanti a una folla allibita. È lui il protagonista di “La notte in cui inventarono il rock” di Reno Brandoni, illustrazioni di Chiara Di Vivona, pubblicato nella collana Curci Young dalle Edizioni Curci in collaborazione con Fingerpicking.net. Nel cd allegato la voce narrante è di Stefano Nosei. Dopo il successo di Il re del blues, dedicato a Robert Johnson, Reno Brandoni racconta di una figura leggendaria capace di cambiare la storia del rock. Jimi Hendrix con il suo nuovo modo vulcanico e adrenalinico di suonare la chitarra, ha incarnato gli ideali di libertà di un’intera generazione. Il volume esce nel pieno delle celebrazioni del Sessantotto, che a cinquant’anni di distanza, ricordano l’inarrestabile ondata della contestazione giovanile. La notte in cui inventarono il rock ripercorre l’infanzia e l’adolescenza di Jimi e finisce proprio lì dove iniziano storia e leggenda. Per raccontare ai ragazzi il potere comunicativo della musica e la forza che un sogno, una passione, possono avere nell’indirizzare un destino.

 

BERGOGLIO E PREGIUDIZIO, IL NUOVO LIBRO DI MAURO MAZZA

 “Bergoglio e pregiudizio”, è il nuovo libro del giornalista Mauro Mazza pubblicato da Pagine, già direttore del Tg2. Nessun Papa è stato mai così applaudito al di fuori del cattolicesimo come Bergoglio e mai così fortemente contestato all'interno della comunità ecclesiale. Da questa stridente contraddizione prende le mosse l'analisi di Mazza sul pontificato di Papa Francesco, uno dei più discussi della storia della Chiesa condotta in occasione dei suoi primi 5 anni, lo scorso 13 marzo.  L'autore mette a confronto i topoi del pontificato di Francesco – proiettato in direzione di parole chiave come “misericordia” e “accoglienza” - con i valori di un sistema teologico bimillenario fondato sulle Scritture e il Magistero.

 

 

PREMIO GOLIARDA SAPIENZA “RACCONTI DAL CARCERE”

Torino, 11 mag – Il Salone Internazionale del Libro: un nuovo scenario, un luogo pubblico, di cultura, animato da lettrici e lettori appassionati, ha ospitato la cerimonia finale della VII edizione del Premio Goliarda Sapienza – Racconti dal carcere, unico concorso letterario internazionale rivolto a persone detenute, che vede nelle vesti di Tutor scrittrici e scrittori italiani fra i più autorevoli. Madrina, la scrittrice Dacia Maraini. A condurre l’evento, la giornalista Antonella Bolelli Ferrera, ideatrice e curatrice del Premio e l’attore Andrea Sartoretti. Una variegata giuria, presieduta da Elio Pecora e composta per la prima volta oltre che da giornalisti e scrittori (Edoardo Albinati, Ritanna Armeni, Pierluigi Battista, Silvia Calandrelli, Fulvio Ervas, Paolo Fallai, Isabella Fava, Paolo Giordano, Daria Galateria, Lorenza Bizzarri, Antonella Lattanzi, Mariacarmela Leto, Petunia Ollister, Angelo Pellegrino, Laura Pezzino, Nadia Terranova), anche da studenti liceali e grandi lettori, ha votato fra i quindici racconti in concorso, stabilendo i vincitori.

  Il 1° PREMIO: Sette Pazzi di “Edmond”: su un tema come la follia, tipico di molta tradizione letteraria e frequente nella vita reclusa, l’autore ha saputo costruire un racconto ingegnoso, con personaggi ben delineati e un finale sorprendente.

   PREMIO al Racconto Femminile più votato. “Ti ho ucciso” di Patrizia Durantini: racconta, emozionando, l'inquietudine di un asprissimo conflitto fra padre e figlia, e riesce a volare alto sopra il tragico epilogo annunciato.

   PREMIO SPECIALE VATICAN NEWS (partner di questa edizione del Premio Goliarda Sapienza) votato dagli ascoltatori attraverso la piattaforma online: ex aequo “Cose che capitano a Palermo” e “Allegoria di un’espiazione senza attenuanti” entrambi di Salvatore Torre alias Arizona: due racconti molto diversi e ben riusciti per originalità e grazie a una scrittura consapevole e coinvolgente.

 PREMIO SPECIALE: Si prontu? di Gesuele Ventrice: il racconto si chiude con una frase che per potenza comunicativa ha ispirato il titolo dell’antologia, “Avrei voluto un’altra vita”.

Presentato nel corso della premiazione, il libro Avrei voluto un’altra vita. Racconti dal carcere a cura di Antonella Bolelli Ferrera e pubblicato da Giulio Perrone editore, raccoglie i 15 racconti finalisti del Premio Goliarda Sapienza. “Sono racconti che lasciano il segno – ha detto Elio Pecora – vite travagliate, attraversate da esperienze terribili e vicende faticosissime, che trasmettono però una stupefacente forza vitale”.

 

ALLEVI, DALLA MUSICA ALL’EQUILIBRIO DELLA LUCERTOLA

Giovanni Allevi, dopo il successo del suo “Equilibrium Tour”, esce con il suo nuovo libro “L’Equilibrio della Lucertola” edito da Solferino - i Libri del Corriere della Sera, disponibile in libreria, edicola e nei principali store digitali. Apologo intenso e lieve, “L’Equilibrio della Lucertola” è la quinta opera letteraria del noto compositore laureato con lode anche in Filosofia. Come afferma lo stesso artista questo è un “inno al disequilibrio”. Ispirato ad alcuni avvenimenti della sua vita, ma scritto ponendosi domande e riflessioni più generali sul mondo e sull'uomo, Allevi in queste pagine continua il percorso dedicato al concetto di 'equilibrio', già messo in musica nel suo ultimo album "Equilibrium", di cui ne indaga la natura più intima, riflettendo sui limiti e le possibilità della conoscenza umana. Un racconto autobiografico e filosofico dedicato idealmente a tutti coloro che, di tanto in tanto, si sentono vacillare e hanno paura di cadere. Un giorno, all’improvviso, il protagonista infatti perde l’equilibrio, si sente smarrito, non riesce nemmeno per pochi secondi a restare su un piede solo. Comincia un percorso che spera possa riportarlo al centro di se stesso. Tenta di risolvere il problema di equilibrio con una sequenza di esercizi mattutini, sulla veranda, annotandone i significati filosofici. Distaccato da tutto e da tutti, su un’isola remota, pratica ogni giorno la corsa, per riflettere e guardarsi dentro. E proprio questa l’occasione per un incontro strano, quello con una lucertola che vive sull’isola. È vero che gli parla o è un inganno della sua mente? Di certo, con l’aiuto delle sue criptiche risposte, il protagonista scoprirà nuove verità: non solo sull’equilibrio ma sulla simmetria, sulla bellezza e sul proprio posto nel mondo. Una favola che come la musica parla direttamente al cuore, per risvegliare una capacità che tutti abbiamo dentro: ascoltare noi stessi e rigenerarci.

 

LIMONOV, AUTOBIOGRAFIA DEL DISSIDENTE

Finalmente in Italia l’autobiografia di Eduard Limonov, l’intellettuale dissidente divenuto celebre presso il grande pubblico grazie al best-seller di Emanuel Carrère dedicato alla sua vita e pubblicato in Italia da Adelphi nel 2014. Un “romanzo moderno”, così definisce "Zona industriale" (Sandro Teti Editore) l’autore, che attraversa gli episodi più rilevanti della propria vita, avvenuti prevalentemente dopo la sua scarcerazione, nel 2003. E poi tutte le donne conosciute, dalla convivenza con la ventenne Nastja – che lo aveva atteso durante la reclusione – al periodo in cui si offre a relazioni occasionali per arrivare al quinto matrimonio, con la famosa attrice, di trent’anni più giovane, Ekaterina Volkova, che sarà la madre dei suoi due figli, fino alla rabbiosa relazione con la spogliarellista Magdalena. Unitamente alla sua storia personale, Limonov racconta la radicale trasformazione della zona industriale: i nipoti degli operai delle fabbriche che affittano i propri appartamenti alla borghesia postsovietica e si trasferiscono in periferia, le vie del quartiere che si trasformano, riempiendosi di auto di grossa cilindrata, negozi e uffici.

(© 9Colonne - citare la fonte)