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Sangregorio (Usei): Nessun limite di cittadinanza ai discendenti italiani

Sangregorio (Usei): Nessun limite di cittadinanza ai discendenti italiani

Il deputato eletto all’estero Eugenio Sangregorio, presidente dell’Usei (Unione Sudamericana Emigrati italiani) ha inviato una lettera al ministro dell'Interno e vice  premier  Matteo Salvini in merito al DDl sulla sicurezza: “Sono d'accordo con te sul tema dei permessi di soggiorno e di protezione internazionale, come pure di immigrazione, ma per quanto riguarda la parte relativa al limite di ‘trasmissione della cittadinanza ai discendenti in linea retta di secondo grado che possono documentare lo status civitatis italiano del loro ascendente’ (comma 3 art. 10 bis) ti devo esprimere la mia disapprovazione” scrive Sangregorio.

“Sono nato in Italia e da quando ho 17 anni vivo a Buenos Aires, l’Argntina da anni è la mia casa, grazie a questo posto sono diventato l'uomo e il professionista di oggi, le mie figlie si sentono italiane come me, una addirittura vive in Italia e l'altra viene spesso, le mie nipoti si sentono italiane quanto me e parlano la nostra lingua, il sangue italiano che scorre nelle nostre vene è lo stesso di qualsiasi altro italiano, l'amore che proviamo per la patria che ci ha dato la vita è sempre fortissimo in noi e nei nostri discendenti che sono orgogliosi di essere in parte italiani. Per questo  - scrive il deputato eletto all’estero Salvini - e tanti altri motivi credo che limitare la possibilità di ottenere la cittadinanza alla sola ascendenza in linea retta di secondo grado, significa negare tale possibilità alle centinaia di discendenti di cittadini italiani emigrati negli ultimi due secoli in gran parte dei Paesi del mondo!”.

“Mi riferisco – continua Sangregorio -  in particolare ai discendenti di quanti, cittadini italiani, emigrarono in America Meridionale a fine 1800 e inizi 1900, bisnonni di quanti, oggi, hanno in corso le pratiche per l'ottenimento della cittadinanza e di quanti hanno già presentato tale domanda ai rispettivi Consolati italiani in Sudamerica. Questo è un tema molto importante che andrebbe trattato con calma e ascoltando i rappresentanti che hai in Parlamento di tutte le comunità di italiani all'estero senza considerare il colore politico. Come rappresentante dei connazionali in Argentina e nel mondo trovo questo provvedimento mortificante per i discendenti di cittadini italiani che chiedono il ripetuto riconoscimento poiché lo ius sanguinis pervade il loro desiderio di amore verso la loro sacra terra d'origine. Credo – scrive ancora i deputato rivolgendosi al ministro -  che sia giusto trovare una formula più attuale ma ti chiedo di modificare Ddl in modo da evitare il malessere di tutte quelle persone che da anni aspettano il proprio un turno presso i Consolati di competenza territoriale per il riconoscimento della cittadinanza italiana. Sono certo – conclude Sangregorio - che il mio pensiero troverà l'appoggio di tutti i Deputati e Senatori eletti all'estero e che hanno parenti e familiari discendenti di cittadini italiani, i quali per il sincero amore che provano per l'Italia, chiedono, e chiederanno in futuro, il riconoscimento di una prerogativa che fino ad oggi mai è stata mai messa in discussione in merito alla discendenza”. (12 set - red)

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