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REDDITI, LA CONTRAZIONE RISPETTO
AL PRE-CRISI RESTA NOTEVOLE

REDDITI, LA CONTRAZIONE RISPETTO <BR>AL PRE-CRISI RESTA NOTEVOLE

Nel 2016 si stima che le famiglie residenti in Italia abbiano percepito un reddito netto pari in media a 30.595 euro, circa 2.550 euro al mese. Tuttavia, poiché la distribuzione dei redditi è asimmetrica, la maggioranza delle famiglie ha conseguito un reddito inferiore all’importo medio. Se si calcola il valore mediano, ovvero il livello di reddito che divide il numero di famiglie in due metà uguali, si osserva che il 50% delle famiglie ha percepito un reddito non superiore a 25.091 euro (2.091 euro al mese), con un incremento del 2,3% rispetto al 2015, quando metà delle famiglie aveva percepito un reddito non superiore a 24.522 euro. E’ quanto si legge in un report dell’Istat. Rispetto all’anno precedente il reddito netto familiare medio è invece cresciuto del 2,0% in termini nominali e del 2,1% in termini reali, considerando la dinamica dei prezzi al consumo lievemente negativa nel 2016 (-0,1%). Si intensifica così il ritmo di crescita del reddito reale rispetto all’anno precedente, quando era aumentato dell’1,6%. La crescita del reddito equivalente è invece simile a quella del 2015, con un incremento medio del 2,2% in termini reali. La contrazione complessiva dei redditi rispetto ai livelli pre-crisi del 2009 resta notevole, con una perdita in termini reali pari in media all’8,5% per il reddito familiare e al 6,7% per il reddito equivalente. Poiché in Italia la proprietà dell’abitazione principale è ampiamente diffusa (meno di un quinto delle famiglie vive in affitto) è opportuno considerare nel calcolo del reddito disponibile anche l’affitto figurativo delle case di proprietà, in usufrutto o in uso gratuito in modo da confrontare correttamente le condizioni economiche delle famiglie di inquilini e proprietari. Nel 2016 il reddito familiare inclusivo degli affitti figurativi è stimato in media pari a 35.204 euro, con un incremento dell’1,4% in termini di potere d’acquisto, minore di quello registrato al netto di questa componente figurativa a causa della sua contrazione (-3,0% rispetto al 2015). Il reddito equivalente inclusivo di tale componente è invece cresciuto dell’1,5% in termini reali. L’andamento delle principali tipologie di reddito familiare nel corso del 2016 ne ha evidenziato una crescita piuttosto omogenea, con tassi di crescita del 2,0% per i redditi da lavoro dipendente, dell’1,7% per i redditi da lavoro autonomo e dell’1,9% per i redditi da pensioni e/o trasferimenti pubblici. I redditi da capitale sono invece diminuiti del 2,1% a causa della riduzione degli affitti figurativi. La perdita complessiva rispetto ai livelli precedenti alla crisi resta molto più ampia per i redditi da lavoro autonomo (-23,8% in termini reali rispetto al 2009) in confronto ai redditi da lavoro dipendente (-5,1%) e ai redditi da pensione e trasferimenti pubblici (-5,0%). I redditi da capitale mostrano una perdita complessiva del 16%, interamente attribuibile alla dinamica negativa degli affitti figurativi (-20,5% in termini reali dal 2009). (Red – 6 dic)

 

 

https://www.istat.it/it/archivio/224682

 

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