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Tennis, cosa insegna
il successo di Torino

Tennis, cosa insegna <br> il successo di Torino

di Paolo Pagliaro

(26 aprile 2019) Per cinque anni consecutivi, dal 2021 al 2025, si terranno a Torino le finali Atp di tennis, il torneo di fine anno in cui si affrontano i primi 8 giocatori del mondo. Una novità assoluta per l' Italia che mai aveva ospitato questa manifestazione, la più importante per il tennis professionistico, in programma dopo le quattro prove del Grande Slam. Per averla, Torino ha dovuto battere la concorrenza di Londra, Tokyo, Singapore e Manchester.

Non è una notizia da confinare nelle pagine sportive, per più di una ragione. La prima riguarda il valore economico dell’impresa. Per Torino il giro d’affari sarà, ogni anno, tra i 120 e i 150 milioni di euro. Negli ultimi nove anni le finali hanno portato a Londra oltre due milioni e 300mila persone, mentre 100 milioni di spettatori hanno seguito il torneo in televisione. La candidatura di Torino ha avuto la meglio grazie all’intraprendenza della sua amministrazione e anche grazie al sostegno finanziario del governo, che ha stanziato la somma necessaria per il montepremi quinquennale. In questo caso ha funzionato il gioco di squadra tra la sindaca Appendino e i 5 Stelle di Palazzo Chigi.

Ma ha funzionato anche – e questa è la seconda lezione – la capacità dei torinesi di valorizzare quanto di buono era stato fatto negli anni scorsi, da altre amministrazioni e in altre stagioni politiche. La candidatura è risultata vincente anche perché Torino dispone degli impianti adatti e in particolare del Pala Alpitour, struttura costruita per le Olimpiadi del 2006 in grado di ospitare 15 mila spettatori. L’affidabilità dimostrata in passato è diventata una garanzia per il presente. D’altra parte più volte nel corso della storia patria i piemontesi hanno dimostrato di saper conciliare il valore del cambiamento con quello della continuità.

(© 9Colonne - citare la fonte)