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Plenaria Cgie: primo giorno tra voto estero e taglio dei parlamentari

Plenaria Cgie: primo giorno tra voto estero e taglio dei parlamentari

“Voi e le comunità che rappresentate siete i testimoni dell’Italia nel mondo”. Il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, apre l’assemblea plenaria del Consiglio generale degli italiani all’estero (3-5 luglio) e rivolgendosi ai consiglieri riuniti alla Farnesina accende i riflettori sul ruolo degli italiani all’estero. Una comunità che sfiora i 6 milioni di cittadini, “il 10% della popolazione che vive nei confini del territorio della Repubblica”, ricorda il ministro degli Esteri, che è anche il presidente del Cgie. “Voi - prosegue Moavero - testimoniate la nostra italianità. Siamo coscienti che fuori dall’Italia siamo testimoni della patria, della lettura che le altre comunità danno della nostra Italia e molto della reputazione dell’Italia all’estero dipende dalle comunità che rappresentate”. Il Consiglio generale degli italiani all’estero è chiamato a rappresentare le istanze delle comunità che vivono fuori i confini nazionali, portando all’attenzione del Parlamento italiano problematiche e criticità. E’ quello che tenteranno di fare in questi 3 giorni di plenaria: sul tavolo i temi che più interessano le comunità italiane. Dalla promozione della lingua italiana nel mondo al rinnovo dei Comites, che si terrà nel 2020, fino ad arrivare alle due questioni che più infiammano il dibattito: la riforma del voto all’estero e il taglio dei parlamentari eletti fuori i confini nazionali. Sul primo punto il Cgie ha approvato lo scorso anno una proposta di riforma: da lì - era l’auspicio del sottosegretario agli Esteri, Ricardo Merlo - sarebbe dovuta partire la discussione. Il disegno di legge, a firma del senatore Vito Petrocelli, presidente della Commissione Esteri di Palazzo Madama, è stato depositato. “In tempi rapidi arriverà in Commissione Affari costituzionali e partirà l'iter per poterlo emendare e raggiungere soluzioni condivise che deriveranno soprattutto dai suggerimenti che arriveranno dal Cgie e dalla galassia delle associazioni, dei comitati e dei singoli cittadini che rappresentano gli italiani nel mondo”, ha detto Petrocelli intervenendo alla plenaria.

Una riforma, sottolinea anche il titolare della Farnesina, che va portata avanti “con massimo rigore” in modo da “garantire, anche alla luce delle nuove tecnologie, la sicurezza del voto e un risultato che dissipi ogni tipo di nube”. Difficile prevedere i tempi dell’approvazione, ma - sottolinea Merlo a 9colonne - “preferisco prendere un po' più di tempo e allargare la partecipazione. Voglio sentire anche i partiti dell'opposizione, il Cgie che ha lavorato un anno” alla proposta di riforma, “gli eletti all'estero, e poi cercherò di fare una sintesi”. Più spinoso il tema del taglio dei parlamentari eletti all’estero: la riforma costituzionale, che riduce il numero dei parlamentari, coinvolge anche gli eletti fuori i confini nazionali che passerebbero dagli attuali 18 (12 deputati e 6 senatori) a 12 (8 alla Camera e 4 alla Camera). Cgie, Comites, associazioni, consulte, gli stessi eletti all’estero: sono tutti contrari alla riduzione: si tratta di una soluzione “imbarazzante - ribadisce Michele Schiavone, segretario generale del Cgie - e ci teniamo a farlo capire al governo”. Anche se, come ricorda Schiavone, la riforma è stata approvata alla Camera in seconda lettura e quindi non ci saranno altre modifiche. Sul tavolo del Cgie anche le prossime elezioni dei Comites, che “si devono tenere nella primavera del 2020, ci stiamo impegnando a fondo affinché questa importante scadenza venga mantenuta”, ha assicurato Luigi Maria Vignali, direttore generale per gli Italiani all'estero della Farnesina. “Abbiamo avviato una prima ricognizione sulla rete diplomatica - sottolinea Vignali - in modo da avere una realistica stima della spesa. Il nostro impegno è affinché siano elezioni partecipate”.

Il primo giorno di lavoro del Cgie è stato anche l’occasione per annunciare il progetto di emissione della carta di identità elettronica per i cittadini italiani iscritti all'AIRE e residenti nei paesi dell'Unione europea. Il progetto sarà lanciato il prossimo 20 settembre a Vienna, per poi essere avviato poco dopo anche a Nizza e Atene". "Le richieste - spiega Vignali - verranno raccolte dalle nostre ambasciate e consolati, trasmesse al poligrafico che trasmetterà per posta la carta d'identità a casa dei nostri connazionali all'estero. Si tratta di un processo su cui abbiamo investito energie e tempo e che vogliamo abbia successo”. Avviato l’iter per la riforma del voto, c’è un’altra questione cara agli italiani all’estero che approderà presto al Parlamento: la legge sulla cittadinanza. La norma si occuperà del riconoscimento, dell'acquisto e della concessione della cittadinanza che "sarà subordinata al superamento di un test. Dobbiamo equiparare la normativa a quella di quasi tutti i paesi dell’Ue”, afferma Petrocelli. Il senatore si sofferma su "un punto da strutturare" e cioè quello del "test di cittadinanza, probabilmente con due prove, una che proporrà l'esame della conoscenza della lingua e l'altra incentrata sulla conoscenza della cultura civica e dell'ordinamento istituzionale”. In occasione dell'assemblea plenaria del Cgie, infine, sarà presentata l'applicazione mAPPamondo, "dedicata agli italiani all'estero e soprattuto ai nuovi italiani all’estero”, ha detto Vignali annunciando che l'app sarà presentata venerdì, durante l'ultima giornata di lavori della plenaria. Gli italiani, grazie all'app, potranno consultare dal cellulare le informazioni in merito ai servizi consolari e collegarsi a Fast It. (sip - 2 lug)

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