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PONTE MORANDI, IL PAPA:
NON PERDETE SPERANZA

PONTE MORANDI, IL PAPA: <br> NON PERDETE SPERANZA

Una ferita inferta al cuore di Genova, “una tragedia per chi ha perso i propri congiunti”, “un evento comunque sconvolgente per chi è stato costretto a lasciare le proprie case vivendo da sfollato”. In una lettera al quotidiano genovese “Il Secolo XIX” di oggi, Papa Francesco ricorda i drammatici istanti vissuti da “famiglie che partivano o tornavano dalle vacanze, uomini e donne che stavano viaggiando per lavoro” e che il 14 agosto di un anno fa si trovarono coinvolti nel crollo del Ponte Morandi di Genova. Nella lettera – scrive Vatican News – Papa Francesco, ad un giorno di distanza dal primo anniversario del crollo, ricorda quella tragica giornata: “Voglio dirvi che non vi ho dimenticato, che ho pregato e prego per le vittime, per i loro familiari, per i feriti, per gli sfollati, per voi tutti, per Genova. Di fronte a eventi di questo genere, il dolore per le perdite subite è lancinante e non facile da lenire, come pure è comprensibile il sentimento di non rassegnazione di fronte a un disastro che poteva essere evitato” scrive il Pontefice.  “Non ho risposte – aggiunge - perché dopo queste tragedie c’è da piangere, rimanere in silenzio, interrogarci sulla ragione della fragilità di ciò che costruiamo, e c’è soprattutto da pregare”. Nella lettera, Papa Francesco invita inoltre i genovesi a non perdere la speranza: “Vorrei dirvi anche che non siete soli perché la comunità cristiana, la Chiesa di Genova, è con voi e condivide le vostre sofferenze e le vostre difficoltà. Quanto più siamo coscienti della nostra debolezza, della precarietà della nostra condizione umana, tanto più riscopriamo la bellezza delle relazioni umane, dei legami che ci uniscono, come famiglie, comunità, società civile”. “Dopo una grande tragedia che ha ferito le vostre famiglie e la vostra città - conclude Papa Francesco - avete saputo reagire, rialzarvi, guardare avanti. Non perdete la speranza, non lasciatevela rubare. Continuate a stare al fianco di coloro che sono stati più colpiti”. (Lfa)

 

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