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BELLANOVA: OK SCUDO
PER SALVARE L'ILVA

BELLANOVA: OK SCUDO <BR> PER SALVARE L'ILVA

Intervistata dal Corriere della Sera, il ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova afferma che “il governo ha il dovere di non dare pretesti a ArcelorMittal. Quando questo gruppo ha partecipato al bando sapeva che in Italia la norma prevedeva anche lo scudo penale che era stata richiesto dai commissari perché non riuscivano a trovare persone che potessero lavorare laddove c'era inquinamento, perché l'Ilva era ed è un impianto posto sotto sequestro giudiziario con facoltà d'uso e con il vincolo di risanare e rispettare il piano ambientale. Se tu togli quella norma, col governo precedente, quindi contratti con l'azienda e la rimetti e adesso la ritogli dai il pretesto a Mittal di coprire le sue deficienze. Qui stiamo parlando del futuro produttivo e industriale di una filiera, quella dell'acciaio, che è fondamentale per la competitività del nostro Paese, oltre che di decine di migliaia di posti di lavoro e di una importante città del Mezzogiorno, che è stata stuprata. La dismissione industriale non comporterà un risanamento ambientale, che invece è doveroso. Allora questo merita o no uno sforzo in più da parte di tutti i componenti del governo? E io chiamerei all'impegno anche l'opposizione perché stiamo parlando di una questione che riguarda il futuro del Paese”. In merito all’ipotesi avanzata dal ministro per le Autonomie regionali Francesco Boccia, dell'arrivo di un commissario al posto di ArcelorMittal, Bellanova ritiene auspicabile non fornire a Mittal “pretesti per scaricarsi dalle proprie responsabilità. In quel piano si parla di investimenti per 4 miliardi e 300 milioni di euro. C'è un commissario che può arrivare con questa dote finanziaria, che peraltro non so chi dovrebbe mettere a disposizione? Se non c'è un'alternativa stiamo parlando di cose non sostenibili ma sono pronta a discuterne se mi dicono che esiste un'altra soluzione. Quello che non vorrei è che questa diventasse una vicenda giudiziaria”. (8 NOV / red)

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