Sono oltre 6,6 milioni gli elettori chiamati alle urne per le elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026, in una tornata che coinvolge 894 comuni complessivamente, di cui 661 nelle regioni a statuto ordinario e 18 capoluoghi di provincia. I seggi sono aperti domenica 24 maggio dalle 7 alle 23, e resteranno aperti lunedì 25 maggio dalle 7 alle 15. Nei comuni sopra i 15mila abitanti, se nessun candidato sindaco raggiungerà il 50% più uno dei voti validi, si tornerà a votare per il ballottaggio il 7 e 8 giugno.
Venezia, unico capoluogo di regione al voto, è considerata la sfida più importante: dopo il doppio mandato di Luigi Brugnaro, il centrodestra punta su Simone Venturini, mentre il centrosinistra allargato schiera Andrea Martella. A Reggio Calabria, invece, il centrodestra punta al cambio di guida dopo il ciclo del centrosinistra, convergendo su Francesco Cannizzaro per contendere Palazzo San Giorgio a Domenico Battaglia, sindaco facente funzioni e candidato del fronte progressista.
In questa tornata il centrodestra cerca di mostrarsi compatto in vista dei prossimi appuntamenti nazionali, ma non mancano le eccezioni. A Chieti il centrosinistra è unito su Giovanni Legnini, mentre il centrodestra si presenta diviso. Divisioni anche ad Agrigento, dove la coalizione di governo corre con due candidati separati, e ad Avellino.
Non solo le due città simbolo: si rinnovano le amministrazioni anche a Salerno, Lecco, Mantova, Arezzo, Pistoia, Prato, Fermo, Macerata, Chieti, Andria, Trani, Crotone, Agrigento, Enna e Messina. Per i partiti nazionali la posta è meno aritmetica di quanto sembri: un ribaltone a Venezia o a Reggio Calabria diventerà materiale politico immediato per misurare la tenuta delle coalizioni.





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