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direttore Paolo Pagliaro

ITALIA CONTRO BEN GVIR
E ATTENDE SANZIONI UE

ITALIA CONTRO BEN GVIR <br> E ATTENDE SANZIONI UE

Ben Gvir contro l’Italia, tutta l’Italia contro Ben Gvir. La reazione scomposta del ministro della Sicurezza Nazionale israeliano alla notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati da parte del Tribunale di Roma per tortura e crimini di guerra per il video in cui dileggia gli attivisti della Global Sumud Flotilla imprigionati e legati nel porto di Ashdod riaccende la polemica a distanza con la politica italiana, compatta per una volta nel tornare a condannare il personaggio. Ben Gvir ieri aveva reagito definendo l’Italia, sui social, “il Paese delle ciabatte” giocando sul soprannome di “stivale”, aggiungendo: “Non mi lascerò scoraggiare da questa o da qualsiasi altra inchiesta e continuerò a stare orgogliosamente al fianco dei nostri combattenti". Secondo il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, intervenuto stamattina in audizione alle Camere, “le parole pronunciate da Ben Gvir dimostrano qual è il livello politico e morale di questo signore: non ho parole per commentare ciò che lui ha detto nei confronti dell'Italia ieri, dopo aver saputo che era indagato dalla Procura della Repubblica: sono parole inaccettabili che rispediamo al mittente, non sono degne di un ministro", ha affermato Tajani. "L'Italia è un Paese amico di Israele, che ha sempre difeso la libertà e la democrazia, ed è protagonista della pace: respingiamo qualsiasi offesa e qualsiasi tentativo di denigrare il nostro Paese". Il ministro ha ricordato di avere chiesto all'Alta rappresentante Ue Kaja Kallas di portare al Consiglio Affari Esteri "una proposta di sanzioni nei confronti del ministro Ben Gvir, responsabile politico" degli atti contro gli attivisti della Global Sumud Flotilla. "Molti Paesi hanno accolto con favore la nostra proposta di sanzionarlo, a partire dalla Francia e dall'Olanda", ha aggiunto, spiegando che l'Italia continuerà a insistere per raggiungere un consenso europeo.

Il fronte politico italiano, come detto è compatto. Anche per Stefania Craxi, capogruppo di Forza Italia in Senato e fino a poco fa presidente della Commissione Esteri del Senato, “sono insulti inqualificabili e inaccettabili. Sono parole che, benché vadano contestualizzate nella dinamica elettorale interna, danneggiano nel profondo l’immagine di Israele e dimostrano come le parti più estreme dello scacchiere politico sembrano aver scelto la strada degli slogan violenti a quella del confronto diplomatico tra alleati”.  Durissime anche le opposizioni: secondo l’europarlamentare M5S Danilo Della Valle “dopo le parole oltraggiose rivolte all’Italia, un eventuale veto europeo sulle sanzioni al Ministro Itamar Ben Gvir sarebbe percepito come insulto al nostro Paese. Il Consiglio Affari Esteri del 15 giugno a Lussemburgo non può trasformarsi nell’ennesima passerella inconcludente: l’Europa deve dimostrare di avere una linea e una dignità”.  Ma a proposito di sanzioni, il capogruppo di Avs in Senato Peppe De Cristofaro alza il tiro: “Non ci sono differenze tra Ben Gvir e Netanyahu. Le sanzioni vanno fatte allo stato di Israele non a Ben Gvir. Se Tajani vuole lanciare un messaggio forte non si opponga più alla sospensione dell’accordo commerciale Ue-Israele. Solo cominciando a isolare Israele, bloccando gli accordi commerciali e sospendendo l'invio di armi l’Europa potrà fermare i crimini del governo Netanyahu. Il resto sono chiacchiere”.

 

 

(© 9Colonne - citare la fonte)
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