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FEDERICA GUIDI, L’INDUSTRIA ITALIANA DI DOMANI

Ritratti
Una galleria giornalistica di ritratti femminili legati all'Unità d'Italia. Donne protagoniste nell'economia, nelle scienze, nella cultura, nello spettacolo, nelle istituzioni e nell'attualità. Ogni settimana due figure femminili rappresentative della storia politica e culturale italiana passata e presente.

FEDERICA GUIDI, L’INDUSTRIA ITALIANA DI DOMANI

Prima venne Matteo Colaninno, poi nel 2008 alla guida dei Giovani Imprenditori di Confindustria, Federica Guidi. I vertici degli industriali si sono tinti di rosa finché lei è stata in carica, se si pensa che c'è anche mamma Emma Marcegaglia. (Oggi è presidente dei giovani imprenditori Jacopo Morelli). Matteo Colannino, figlio d'arte, Federica Guidi, anche: suo padre è Guidalberto, per un decennio storico vice in Confindustria. Di lei si parla come d'una instancabile lavoratrice, che ha iniziato la gavetta, si fa per dire gavetta, abbastanza presto, nel 1996, quando aveva trent'anni tondi tondi, nell'azienda di famiglia, la Ducati Energia, dopo aver conseguito la laurea in Giurisprudenza. Ma la definizione di figlia d'arte, le deve star stretta, perché si raccolgono informazioni sul fatto che tanti favoritismi non deve averne avuti, se in azienda le è toccato fare anche le fotocopie. Fotocopie che deve aver fatto benissimo, considerando che da quella macchina da ciclostile né ha fatta di strada, tanta da arrivare fin sul posto di comando: l'amministratore delegato. Quella di Federica Guidi si capisce che è una vita dedicata tutta al lavoro, poca o pochissima vita mondana, pare che abbia un debole per i cani, e che le piaccia correre, e dopo il caffè, al mattino, si conceda mezz'ora di tapis roulant. Un modello ed un monito in un certo senso per i giovani suoi contemporanei, inclini a preferire altre attività, oltre che loro malgrado, spartirsi un mercato del lavoro che si restringe come un cappio attorno al collo di sempre meno fortunati. A loro si rivolge in una intervista, ai ragazzi in età scolare, che devono scegliere ancora un percorso formativo universitario. Indica loro come preferibili materie tecniche, che certe lauree umanistiche - dice - servono oggi poco o nulla, e che lei stessa sarebbe oggi meno competitiva con la maturità scientifica e la laurea in legge. Dice poi che se avesse vent'anni nel 2011, avrebbe più timore verso i neo ingegneri che sforna l'India: gente allenata all'idea di cambiamento ed adattamento, quindi tutt'altro che spaventata dall'ipotesi di cambiare paese. Un consiglio concreto, oltre che culturale, su cui si farebbe bene a meditare. Certo che lei al momento questi consigli non può dispensarli che per astratto, nel senso che fino ad oggi la sua vita l'ha portata ad ‘accantonare' l'idea di una maternità. Anche se ammette che uno dei suoi sogni nel cassetto è quello di riprendersi un po' del proprio tempo: "La mia, più che una rinuncia alla maternità, è stata una scelta. Fino ad ora, mi sono concentrata al massimo sul lavoro. Ma non chiudo affatto la porta, ci penso e chissà che presto non arrivi", confessa ad un'agenzia. Vedremo se la catena dei figli d'arte continuerà, ed in questo caso, ce lo auguriamo.

(© 9Colonne - citare la fonte)