La settimana a Montecitorio - Numero 117
dal 6 al 10 luglio
Nella settimana dal 6 al 10 luglio, l’Aula della Camera ha approvato due provvedimenti, entrambi collegati alla manovra di finanza pubblica.
Il primo, la riforma del reclutamento e della valutazione di docenti e ricercatori universitari, diventa legge: con 122 sì, 70 no e tre astenuti, infatti, è stato confermato il testo arrivato dal Senato a dicembre dello scorso anno, sul quale peraltro il Governo aveva chiesto e ottenuto la fiducia. L’obiettivo è quello di superare l'attuale sistema, basato sull'abilitazione scientifica nazionale e su un doppio sistema di valutazione nazionale e locale. L’abilitazione, infatti, attualmente è una sorta di patente di idoneità, che serve ad accedere ai concorsi che restano però di esclusiva competenza del singolo Ateneo. La nuova legge la sostituisce con alcuni requisiti minimi di produttività e qualificazione scientifica che saranno individuati entro tre mesi da un decreto ministeriale e che potranno essere autocertificati senza alcun vaglio preventivo da parte del Ministero. Non conterà in ogni caso solo il numero di pubblicazioni, ma anche l'attività didattica, l'esperienza di ricerca in Italia e all'estero e la partecipazione a progetti di ricerca. In tutti i concorsi diventerà poi obbligatoria una prova orale tesa a verificare concretamente le capacità di insegnamento. Per evitare il più possibile favoritismi interni alle Università, le commissioni giudicatrici saranno composte da cinque membri, uno solo dei quali nominato dall’Ateneo che bandisce il concorso, gli altri quattro sorteggiati da liste nazionali predisposte e aggiornate dal Ministero ogni due anni. Per i ricercatori (e per i professori di settori più piccoli) sono invece previsti tre membri, di cui uno nominato dall'ateneo e due sorteggiati. Dopo tre anni dall'entrata in ruolo, i neoassunti saranno oggetto di valutazione da parte dell’Anvur, l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca. Infine, professori e ricercatori a tempo indeterminato in servizio da almeno cinque anni potranno trasferirsi in un'altra università.
L’altro disegno di legge, quello sul servizio civile, passa invece al Senato per la seconda lettura: sul testo le opposizioni si sono astenute, tanto che non si sono registrati voti contrari, a fronte dei 139 sì. La delega riguarda sia la razionalizzazione del servizio civile, sia il riassetto di tutte le politiche per i giovani, compresa la Carta giovani nazionale che sarà assegnata gratuitamente ai ragazzi tra i 18 e i 35 anni. Per il servizio civile sono state introdotte la certificazione delle competenze acquisite dai volontari e la possibilità di rimodulare le cause di esclusione, anche quelle legate a precedenti condanne penali che potrebbero dunque non costituire più un ostacolo. Si vedrà in sede di emanazione dei decreti attuativi che dovranno entrare in vigore entro due anni dall’approvazione definitiva della legge.
La prossima settimana entrerà nel vivo il dibattito sulla legge elettorale e tornerà all’ordine del giorno il disegno di legge sull’istituzione della Giornata in memoria delle vittime degli errori giudiziari intitolata a Enzo Tortora.





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