A LONDRA LE POLAROID DI PAOLO ROVERSI
Si intitola “Polaroids” la mostra che il celebre fotografo di moda Paolo Roversi presenta fino al 14 agosto alla Hamiltons Gallery di Londra che testimonia la sua passione per questa tipologia fotografica. Foto che, come si legge su Vogue, “oggi fanno parte della storia dell'immaginario visivo di moda anni '90, periodo in cui Roversi trovò nella modella americana Guinevere Van Seenus la sua musa per eccellenza". Fotografo oggi di stanza a Parigi, che si spinge a catturare le profondità dell'anima del soggetto ritratto grazie ad una lenta esposizione di due o tre secondi e in uno stile che rievoca la ritrattistica ottocentesca, come se si “concedesse all’anima di apparire”, come spiega lo stesso autore, Roversi utilizza per le sue Polaroid una pellicola 8 x 10 cui poi applica strati di oro e argento, creando una qualità quasi mistica e pittorica e un effetto di solarizzazione unici. "Nel corso di pochi anni l'azienda Polaroid ampliato la propria gamma di pellicole istantanee 8 x 10" con un nuovo film trasparente, chiamata 891 - spiega il fotografo -. Questo particolare trasparenza mi ha dato l'opportunità di aggiungere altre texture al supporto originale creando nuovi effetti quasi tre-dimensionale. Forse ispirato dai bellissimi mosaici bizantini che hanno arricchito la mia infanzia a Ravenna, ho iniziato a lavorare con più sottili foglie d'oro e d'argento, che portano alle immagini una certa fragilità e riflessioni inaspettate, creando una sorta di specchio magico”. (red)
KASSEL: LE OPERE “ORGANICHE” DI LECCA
Il Museo di Storia Naturale Ottoneum di Kassel, fino al 6 settembre, ospita la mostra “Quod paret” di Chiara Lecca nella quale la 38enne artista di Modigliana, in Romagna, contamina e dissemina un numero di opere che dialogano con gli allestimenti permanenti del museo. Per l’occasione è stata realizzata, all’interno del progetto “Nutrimentum. L’arte alimenta l’uomo”, patrocinato dall’ Expo, l’opera “Forma" scaturita dalla collaborazione di Chiara Lecca con Jannis Kounellis, sulle interconnessioni tra cibo, arte e sopravvivenza, realizzata utilizzando il formaggio Bitto. In esposizione anche altre opere “organiche” dell’artista italiana; Moths and butterflies del 2008, Peli superflui del 2009, Ovo, Bowels del 2010, Ovogenesi e Phasianis del 2012. La varietà dei materiali utilizzati è accomunata dalla medesima esigenza: “Rimettere in relazione l’uomo con l’elemento naturale, scardinando quei pregiudizi, spesso generati dalla paura del diverso, che ci pongono in antitesi col mondo da quale paradossalmente tutti noi veniamo” come si legge in una nota. (red)
MILANO: LE INSTALLAZIONI DI RYTS MONET
Il progetto "Why do I want to go to Mars" che Ryts Monet presenta fino al 5 settembre alla Whitelight Art Gallery di Milano parte da un video nel quale il 32enne artista barese propone la campionatura, scaricata da internet, delle persone che avevano risposto alla proposta di andare su Marte a fondare una colonia post futurista. Presentati anche i collage, di Explosions, esposti per la prima volta a Tokyo: parti di muscoli di bodybuilders, provenienti da fotografie di riviste di culturismo, si sovrappongono a immagini d’archivio di test atomici, dove la tensione esagerata dei corpi ridisegna la forma della nube delle esplosioni. Tra le opere inedite spicca l’installazione “ Holy Mary of Civitavecchia”, costituita da una statua copia identica di quella del miracolo di Civitavecchia spedita dall’artista per via postale dall’Italia al Giappone nel 2011. A livello simbolico la statua ha ripercorso a ritroso il viaggio del samurai Hasekura Tsunenaga che nel 1615, durante l’era Keicho, partì da Ishinomaki e sbarcò a Civitavecchia, per incontrare il Papa. Da allora Ishinomaki e Civitavecchia sono unite da un gemellaggio che quest’anno compie 400 anni. Scelte come icone delle due città gemellate, la statua della Madonna di Civitavecchia e la replica della Statua della Libertà, stampata su una bandiera sventrata dallo tsunami del 2011, sono accomunate da più di un’analogia: entrambe bianche, ritraggono due figure femminili, emblema della diffusione della cultura occidentale nel mondo.
MILANO: OMAGGIO A BARUCHELLO
La Galleria Milano presenta fino al 5 settembre, una mostra personale di Gianfranco Baruchello (Livorno, 1924), artista sperimentatore la cui insaziabile ricerca l’ha portato ad essere tra le figure dell’arte contemporanea oggi più riconosciute. Sin dall’inizio della sua carriera il suo lavoro si è mosso, con spirito multidisciplinare e multimediale, tra pittura, produzione di film, di oggetti e di libri, l’installazione e la scrittura letteraria e teatrale. Già dai primi anni Sessanta supera l’Informale: ripulisce la superficie e registra tracce filamentose di vernice nera. Se il bianco totale dei suoi quadri nasconde una sofferta impossibilità di comunicazione, presto l’assenza di colore diviene il campo in cui prende vita il suo irrequieto microcosmo. Tele, alluminio, lastre di plexiglas sovrapposte, cassette e teatrini evocano mondi dove interagiscono biologia e arte, musica e letteratura, agricoltura e vita. La mostra fa parte del programma Arte Milano che, in occasione di Expo 2015, riunisce sette importanti realtà milanesi dell’arte contemporanea: la Galleria Milano, la Galleria Blu, Lorenzelli Arte, la Fondazione Marconi, la Fondazione Mudima, la Galleria Tonelli/Studio La Città e lo Studio Giangaleazzo Visconti. (red)
MILANO: LEONARDO DA VINCI ALL’EXPO
In occasione di Expo, l’Acquario Civico di Milano - con sede nell’unico edificio rimasto alla città come eredità di Expo Milano 1906 – presenta fino al 6 settembre la mostra “Leonardo e l’acqua. Tra scienza e pratica”. L’esposizione, dedicata agli studi di Leonardo da Vinci sull’acqua, fa parte di Expo in città. L’esposizione si articola in tre sezioni: la prima e più ampia è dedicata agli studi di Leonardo sul territorio lombardo, dal raffronto con il sistema delle vie d’acqua preesistenti il suo arrivo, all’evoluzione, non solo dei tracciati ma anche delle tecnologie a essi applicate. Presentato un focus specifico sull’intervento progettato per rendere navigabile l’Adda nel tratto di fiume tra Brivio e Trezzo. La narrazione è impreziosita dall’esposizione dei modelli storici del Museo della Scienza e Tecnologia e di alcune copie di fogli del Codice Atlantico. Alla mitizzazione della figura di Leonardo “inventore dei Navigli” rimanda un delizioso dipinto di Cherubino Cornienti, proveniente dalla Galleria d’Arte Moderna di Milano. Nella suggestiva area delle vasche sono esposti, tra l’altro, due spettacolari esemplari di pesci fossili provenienti da Bolca (Verona) dove poco più di 50 milioni di anni fa esisteva una laguna tropicale sul cui fondo si sono conservate centinaia di specie diverse di pesci. (red)
FIRENZE: L’ILLUSIONE DI SCILTIAN
Grande mostra antologica dedicata alla figura di Grigorij Ivanovic Siltjan italianizzato in Gregorio Sciltian (Rostov 1898 – Roma 1985), pittore russo e poi naturalizzato italiano, che in fuga dalla terra natale in seguito ai rivolgimenti della Rivoluzione Bolscevica e dopo un lungo pellegrinare nelle capitali europee, giunse in Italia nel 1923 dove ebbe modo di operare per tutta la vita, salvo una breve parentesi parigina (1927/33). Si intitola ‘L’illusione di Sciltian. Inganni pittorici alla prova della modernità ed è allestita a Villa Bardini, a Firenze, fino al 6 settembre per iniziativa della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron e dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Esposti 112 lavori, tra pitture ad olio, disegni, bozzetti e figurini teatrali e opere grafiche, provenienti da importanti musei nazionali (Uffizi, Musei Vaticani, Gnam e Gamec di Bergamo) e da prestiti privati. Le eccezionali doti di ritrattista di Sciltian sono testimoniate da una galleria di personaggi di notevole rilevanza storica e artistica tra cui il Duca Luigi Grazzano Visconti, Galeazzo Ciano, Eduardo e Peppino de Filippo, Ivo Pannaggi e Romeo Toninelli. La collezione privata dell’artista, costituita anche da alcune rilevanti testimonianze di pittura del 600 e 700 lombardo, è stata concessa in prestito dal Vittoriale di Gardone Riviera che ha collaborato attivamente al progetto. Lungo il percorso espositivo, con l’intento di ricollocare Sciltian nel suo tempo, oltre ovviamente gli altri componenti del gruppo “I Pittori Moderni della Realtà” (Pietro Annigoni, Alfredo Serri, i fratelli Bueno e Carlo Guarienti), sono presenti opere di altri autori selezionate sulla base di un rapporto di analogia, di ispirazione, di affinità o di contrasto stilistico tra cui: Giorgio de Chirico, Carlo Socrate, Renato Guttuso, Aligi Sassu, Antonio Donghi, Vinicio Paladini e Mimmo Rotella. (red)





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