In base alle stime degli indicatori demografici per il 2011, la popolazione di cittadinanza italiana scende sotto i 56 milioni, con una perdita netta di 65 mila unità. I cittadini italiani hanno un' età media di 44,7 anni; gli stranieri di 32,2 anni. Di questi ultimi, 4 milioni 124 mila sono nati all' estero (il 6,8% della popolazione totale), 736 mila sono nati in Italia da cittadini stranieri. A renderlo noto è l'Istat. Gli stranieri residenti (4 milioni 859 mila) rappresentano - secondo l'indagine - l' 8% della popolazione totale. Rispetto all' 1 gennaio 2011 si riscontra un incremento di 289 mila unità. La maggioranza dei flussi in ingresso nel Paese (93%) è rappresentata da cittadini stranieri. Le iscrizioni dall' estero di individui di nazionalità estera risultano, infatti, pari a 376 mila (-11,5% rispetto al 2010), mentre i rientri in patria degli italiani sono 30 mila (-11,6%). Per quanto riguarda le cancellazioni, si stimano 33 mila cancellati stranieri (+1%), a fronte di 50 mila cancellati di cittadinanza italiana (+9,3%). Ne deriva, pertanto, che il saldo migratorio con l' estero riguardante i soli cittadini stranieri ammonta a +343 mila (-12,5%), mentre per gli italiani risulta negativo nella misura di 20 mila unità (+71,5%). Il saldo migratorio con l' estero risulta ovunque positivo, anche nelle regioni del Mezzogiorno (+2,5 per mille), che continuano a mostrare una capacità di attrazione inferiore rispetto al Centro (+7,2) e al Nord (+6,6). I valori regionali oscillano da un minimo dell' 1,9 per mille in Puglia e Sardegna a un massimo del 7,9 per mille in Umbria . (red - 27 gen)
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