C’è il panico da rientro anche per le vacanze mai fatte. I lunghi giorni sotto la canicola trascorsi in città, anziché nei luoghi di villeggiatura al mare o in montagna, creano comunque un senso di ansia al ritorno in ufficio. I dati parlano chiaro: Federalberghi ha registrato che 6 italiani su 10 hanno rinunciato ai viaggi, rivelando così uno scenario sconfortante, con un calo di presenze del 18,9% e del giro d'affari del 22% rispetto a quanto registrato nel 2011. I sintomi della “sindrome da rientro” per i non vacanzieri sono maggiormente psicologici, in particolare dovuti allo stress da esclusione, creati dal dover affrontare amici e colleghi con l’imbarazzo di non rientrare nel gruppo di chi è partito e condividere così emozioni e ricordi. A confermare la tendenza è una ricerca condotta dal Centro Studi Dermal su un panel di 500 uomini e donne appena rientrati dalle vacanze, di età compresa tra i 25 e i 55 anni, circa il proprio atteggiamento psicologico in vista del rientro in ufficio. Il 35% degli intervistati ha ammesso di avvertire ansia al pensiero di tornare alla scrivania, mentre il 28% sostiene di provare invece delle manifestazioni corporee come la mancanza di sonno, dolori addominali, bruciori di stomaco e addirittura difficoltà di respirazione. C’è anche chi, in controtendenza, afferma di sentirsi tranquillo all’idea di rincontrare capo e colleghi (20%) e addirittura gli stakanovisti che non vedono l’ora di tornare a pieno regime al lavoro (13%). Ma quali sono i motivi che creano il panico da vacanza mai fatta? Il 45% sente lo stress di inventarsi racconti di viaggi plausibili per non sentirsi tagliato fuori dai discorsi, il 23% dei casi prova imbarazzo per non essere abbronzato e rilassato quanto agli altri. Gli internauti sono in ansia non avendo foto da mostrare e da caricare sui social network (18%), mentre i più “social” si rammaricano di non aver fatto nuove amicizie o meglio ancora conquiste sentimentali (14%). (Cog – 31 ago)
(© 9Colonne - citare la fonte)




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