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Usa-Europa
svolta epocale

Usa-Europa <br> svolta epocale

di Paolo Pagliaro

(1 febbraio 2017) E’ notizia di oggi che nel 2016 l’economia europea – con l’eccezione dell’Italia - è cresciuta più di quella americana: 1,7% contro 1,6. Sia l’Europa che gli Stati Uniti sono andati peggio rispetto al 2015 e dunque è un sorpasso in frenata. Tuttavia conferma il fatto che, quando agisce come un’unica entità, l’Europa è la più grande economia del mondo.

Sebbene l’economia americana sia quattro volte quella della Germania, il Pil totale dell’Unione Europea è superiore a quello degli Stati Uniti. Anche la popolazione dell’Europa è più numerosa di quella dell’America, quasi 500 milioni contro 310. Il reddito pro-capite americano è più alto di quello europeo, ma in termini di capitale umano, tecnologia ed esportazioni l’Europa compete quasi alla pari con gli Stati Uniti.

Lo sa perfettamente Donald Trump, che ogni giorno trova il modo per dare una picconata all’edificio che gli europei hanno iniziato faticosamente a costruire partendo dalle macerie della seconda guerra mondiale. L’ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci, presidente dell’Istituto Affari Internazionali, osserva che per la prima volta dalla sua creazione, l’Unione Europea si deve confrontare con una Amministrazione americana ostile, più interessata a sfruttare la posizione di indubbio vantaggio che comporterebbe una rete di relazioni bilaterali, rispetto alle difficoltà di doversi confrontare con un blocco continentale unitario.

Un blocco certamente complicato nel suo funzionamento, ma in grado di fare valere le potenzialità del grande mercato interno europeo e la solidarietà raggiunta attorno alle varie politiche comuni.
Si tratta di una svolta epocale, se si pensa che finora, salvo qualche contenzioso commerciale e qualche incomprensione diplomatica, Washington aveva sempre sostenuto la costruzione europea come elemento portante dell’alleanza transatlantica.

(© 9Colonne - citare la fonte)