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“Dialoghi nell’emergenza”: a Basilea il Rapporto italiani nel mondo

“Dialoghi nell’emergenza”: a Basilea il Rapporto italiani nel mondo

“E’ per noi un grande onore presentare il Rapporto Italiani nel mondo”. Così Nella Sempio, presidente del Com.It.Es di Basilea in occasione della presentazione on line del Rapporto Italiani nel mondo della Fondazione Migrantes. “Il rapporto è un grande contributo che aiuterà la nostra politica – ha sottolineato Sempio – va conosciuta la storia dell’emigrazione per proporne un nuovo approccio”. A organizzare la presentazione è stato il COM.IT.ES di Basilea e Circoscrizione Consolare e GIR - Giovani Italiani in Rete - in collaborazione con le Missioni Cattoliche Italiane in Svizzera, con il Patrocinio del Consolato d’Italia in Basilea e del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero e il sostegno di Italiani in Movimento/Svizzera. Si tratta del secondo appuntamento con i “Dialoghi nell’Emergenza” promossi dal Comites di Basilea. Hanno partecipato: Nella Sempio, Presidente del Com.It.Es di Basilea e Circoscrizione Consolare; Pietro Maria Paolucci, Console d’Italia in Basilea; Carlo De Stasio, Coordinatore Nazionale delle Missioni Cattoliche Italiane in Svizzera; Michele Schiavone, Segretario Generale del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero; Delfina Licata, Fondazione Migrantes e curatrice del Rapporto; Toni Ricciardi, Storico delle migrazioni presso l’Università di Ginevra.

UN PROGETTO CULTURALE CHE RACCONTA IL PAESE
- “Inauguriamo con Basilea una nuova stagione, una nuova modalità di lavoro e di presentazione dei nostri Rapporti”, ha detto Delfina Licata, curatrice del rapporto Italiani nel mondo. “Il Rapporto nel tempo è andato oltre il concetto di manuale di statistica, è diventato un racconto: ha prodotto una ricchezza culturale, è diventato una rete. Questa rete lavora attraverso tre parole chiare: multidisciplinarietà, trasnazionalità, complessità”. Quando si parla di emigrazione – fenomeno che “fa parte della nostra storia” - è “fondamentale pensare alla complessità e questa complessità la si trova nella corposità del volume: un Rapporto dove raccontiamo, facciamo indagini, statistiche, interviste” ha aggiunto Licata. “Il Rapporto italiani nel mondo – ha continuato l’esperta - è un progetto culturale che nel tempo e con la maturità acquisita nella varie edizioni, ha scritto pagine di storia, pagine di mobilità, pagine di un Paese, di un popolo che in 14 anni ha vissuto grandi cambianti”. “È corretto parlare non di mobilità ma di mobilità plurime – ha quindi precisato Licata nel suo intervento, - ci sono mobilità legate a motivi di studio, lavorativi o affettivi. E c’è chi parte in cerca di una vita più dignitosa come gli anziani. All’estero abbiamo giovani studenti, giovani alla ricerca del lavoro dei loro sogni. Ma ci sono anche storie di fallimenti: non ci sono solo percorsi migratori felici. Non sempre il processo migratorio ha un compimento positivo, ci sono note stonate e criticità. Basti pensare all’irregolarità, a quando i clandestini siamo noi. Nel nostro Rapporto trovano spazio anche queste storie: storie di difficoltà, di crisi o depressione”.

MOBILITA’ COME ARRICCHIMENTO
- Noi “l’abbiamo sperimenta in questi ultimi mesi” a causa dell’emergenza sanitaria legata al coronavirus ma all’estero “in tanti sperimentano da diversi anni l’affettività a distanza che è un nostro elemento di ricerca” ha detto Licata. “L’emigrazione necessità prima d tutto di preparazione – ha aggiunto l’esperta – noi parliamo di una ‘cassetta degli attrezzi’: dalle competenze linguistiche alla scelta del luogo dove andare che deve essere ponderata”. “Oggi , va ricordato, si parte da tutti i contesti regionali, non solo dalle regioni nel Nord. La migrazione però deve essere, per chi parte, una scelta non una necessità.Eppure oggi si parte perché è necessario farlo. In molti mi chiedono: la mobilità italiana è un’emergenza? Io rispondo che la mobilità è un’occasione di arricchimento. Sempre. Dov’ è allora il problema della mobilità – che io definisco ‘malata’, italiana di oggi? Il problema è che Occorre una circolarità. Il processo migratorio perfetto è fatto di partenza e di rientri. Però oggi noi ricercatoti italiani non possiamo parlare di rientri”. È necessario – per Licata - poi parlare di attrattività: “Le radici non si spezzano ma semmai si allungano e si arricchiscono. I luoghi di partenza potrebbero diventare un’opportunità. Vincitrice sarà quella società che capisce che la distanza non è affatto un’assenza e che la radici non possono essere spezzate da una mancanza o da una partenza. Il gruppo di ricerca del Rapporto italiani nel mondo 2019 ha appoggiato lo slogan ‘è il tempo delle scelte’: bisogna avere il diritto di restare, il diritto di tornare e il diritto di scegliere. Voglio ricordare – ha concluso Licata – che l’elemento che c’è dietro qualsiasi percorso migratorio è cha qualsiasi migrante , qualsiasi persona decide di partire, lo fa perché chiede il diritto a un’esistenza felice”.

STORIA E MEMORIA
- “La storia spesso viene piegata a uso e consumo delle narrazioni politiche”, sottolinea Toni Ricciardi, storico delle migrazioni presso l'Università di Ginevra. Ricciardi si sofferma principalmente su un tema specifico che tratta il Rapporto: “Quando brutti, sporchi e cattivi erano gli italiani: dai pregiudizi all’amore per il made in Italy”, un filo conduttore che permea tutto il volume. L’esperto sottolinea l’importanza di questo speciale che ha cercato di “individuare gli eventi che hanno segnato un prima e un dopo”, anche se - specifica Ricciardi - le date utilizzate, come la Rivoluzione francese o la caduta del muro di Berlino “sono simboliche che accendono i riflettori su un processo già in atto. Il grande lavoro di cucitura di Delfina Licata è stato quello di mettere in fila gli elementi mettendo sotto gli occhi di tutto qual è dicotomia tra percezione e realtà”. Necessaria quindi “la capacità di utilizzare la storia non per piegarla agli interessi politici ma per aiutarci a coltivare un esercizio fondamentale per vivere in comunità: la memoria”.

LA FORZA DELLE RADICI - “Le radici hanno una forza importante e soprattutto in questa fase è importante capire qual è la funzione dell’emigrazione nel processo dello sviluppo del Paese”, ha detto Pietro Maria Paolucci, Console d'Italia a Basilea. Importante, secondo il Console, soffermarsi sulle “ricadute politiche dei fenomeni studiati altrimenti il rischio è che il Rapporto possa rimanere un semplice manuale di statistica”.

EMIGRAZIONE FENOMENO VIVO - “Il corposo volume presentato stasera, che viene pubblicato dal 2006, è un segno di vicinanza, accompagnamento e impegno della Chiesa a fianco degli italiani emigrati all’estero”, ha detto Carlo De Stasio, Coordinatore Nazionale delle Missioni Cattoliche Italiane in Svizzera. “Il Rapporto supera una visione prettamente storica. È un dialogo arricchente tra passato e presente. Il fenomeno della mobilità ci tocca da vicino ed è estremamente vivo”. “Questo evento è stato patrocinato dal Consolato e dal Cgie” ha ricordato. “La Svizzera è tutt’ora una meta prediletta da nostri connazionali. Qui arrivavano famiglie intere con estreme  difficoltà  legate alla disoccupazione e credo che in autunno in Svizzera arriveranno ancora  molte famiglie - prosegue De Stasio -. Le  diverse generazioni di italiani qui in Svizzera hanno reso questa nazione ricca dal punto di vista sociale, culturale, economico e sociale. L’italianità ha un suo spazio qui in Svizzera. La Svizzera non sarebbe tale se non si fossero i nostri connazionali”.

RIQUALIFICARE IL SENSO DELLA MOBILITA’ - “E’ attraverso una ridefinizione condivisa che possiamo riqualificare il senso della mobilità”. Così Michele Schiavone, segretario generale del Cgie, in occasione della presentazione on line del “Rapporto Italiani nel Mondo 2019” organizzato dal COM.IT.ES di Basilea e GIR - Giovani Italiani in Rete. In merito all’attuale situazione di emergenza, è necessario “capire qual è l’opportunità che abbiamo di fronte per interpretare il dopo”, afferma Schiavone sottolinea l’importanza di “interpretare la presenza degli italiani all’estero come elemento valorizzante del Paese”.

(red - 22 mag)

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