Roma, 30 nov - Quali sono le priorità in ambito ambientale? Cosa bisogna valutare al momento di fare acquisti? A cosa servono le certificazioni e quali sono le più rilevanti? Sono tutte domande che, messe insieme, rappresentano “Il dilemma del consumatore green”, che è anche il titolo del libro, edito da Gribaudo, di Lisa Casali: un manuale ad uso e ‘consumo’ del consumatore medio in cerca di acquisti più consapevoli, di agire la famosa transizione ecologica a partire dal basso: “Certamente – spiega l’autrice nella conferenza stampa di presentazione del volume alla Camera – è fondamentale che ci sia un consumatore sempre più attento, sempre più informato ed esigente”. Promotrice dell’evento a Montecitorio è Maria Chiara Gadda, parlamentare del Pd già impegnata in una lunga battaglia contro lo spreco alimentare, per la quale “le informazioni che raggiungono il consumatore ormai sono moltissime, quindi è utile avere una guida che consente di avere gli strumenti per capire qual è il vero approccio green. A volte ci soffermiamo solo sulla punta dell’iceberg, su alcune tipologie di informazioni, invece la sostenibilità deve essere a 360 gradi: sicuramente sul prodotto, sicuramente sull’imballaggio, ma anche rispetto all’impatto che l’azienda ha nell’ecosistema, oppure nel comportamento di sostenibilità complessiva rispetto alla produttività, alla biodiversità ma anche nella tutela del lavoro”. Secondo Gadda, “le nostre scelte hanno un impatto potentissimo su quello che avviene nella filiera economica e produttiva. Le normative nel nostro paese hanno raggiunto un livello di precisione e di innovazione importante riaspetto al passato, però dobbiamo fare ancora dei pasi in avanti, per esempio sulla prevenzione e di danno ambientale. Abbiamo norme molto stringendo quanto il danno si verifica, abbiamo meno norme per il grande tema della possibilità”.. Secondo Federico Cavallo, responsabile dell’area Public affairs Media relation di AltroConsumo, “oggi il consumatore ha più possibilità di farsi ascoltare. A livello aggregato le scelte possono essere fattori di successo o di insuccesso anche delle riforme stesse, quindi il tema del dilemma del consumatore ha la possibilità di influenzare anche il mercato e la politica, per farli promuovere la sostenibilità”.
(PO / Sis)
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