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SPERANZA: L’EX ILVA
UN BENE IRRINUNCIABILE

SPERANZA: L’EX ILVA <BR> UN BENE IRRINUNCIABILE

“Se l'Italia vuole continuare a essere una grande potenza industriale non può rinunciare alla sua acciaieria più importante”. Così a La Stampa il ministro della Salute Roberto Speranza che riferendosi ad Arcelor Mittal sottolinea che “C'è un contratto e va rispettato. Nessuno li ha obbligati a partecipare alla gara, ora ci sono degli impegni da mantenere: il governo è molto fermo su questo”. “Una cosa deve essere chiara: non permetteremo mai la chiusura delle acciaierie di Taranto. Vorrei che fosse una battaglia comune a tutte le forze politiche e sociali del Paese”. L'alternativa è la nazionalizzazione? “La strada . risponde Speranza - ora è l'interlocuzione con Mittal. Ma bisogna fare di tutto per salvare le acciaierie, nessuna ipotesi può essere esclusa. La soluzione peggiore sarebbe la chiusura: per evitarlo, anche una partecipazione pubblica è possibile nell'interesse del Paese”. Com'è possibile che su Taranto si continui a dover scegliere tra diritto alla salute e diritto al lavoro? “È inaccettabile. Si tratta di due diritti di rango costituzionale che non possono essere messi in contraddizione tra loro. Siamo nel 2019: esistono le tecnologie per tenerli insieme. Un grande Paese come l'Italia non può rassegnarsi”. (8 NOV / red)

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