Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

IL PAPA AI SACERDOTI:
ANDATE DAI MALATI

“Preghiamo il Signore anche per i nostri sacerdoti, perché abbiano il coraggio di uscire e andare dagli ammalati, portando la forza della Parola di Dio e l’Eucarestia e accompagnare gli operatori sanitari, i volontari, in questo lavoro che stanno facendo”. Lo ha detto Papa Francesco durante la messa di questa mattina, trasmessa in diretta streaming da Santa Marta. Da una parte un incoraggiamento agli operatori sanitari che lottano contro il coronavirus, dall’altra un’esortazione ai sacerdoti affinché portino l’ostia a chi è bloccato in casa: Bergoglio offre parole di conforto ai malati e a chi se ne prende cura. In questo momento di difficoltà, inoltre, il Papa scrive a Il Mattino di Padova: “La sofferenza e la morte che, come in altre parti d'Italia, state vivendo a causa del virus è per me motivo di preghiera e vicinanza umana - si legge nella lettera inviata al quotidiano - Anche in questi momenti Dio ci sta parlando”. “Spetta all'uomo saper cogliere, dentro a questa voce, una guida per continuare a costruire, quaggiù, un pezzettino del Regno di Dio”, raccomanda il Papa ricordando che in questa situazione di pericolo si vedono uomini di buona volontà capaci di impegnarsi oltre il dovuto. Il suo pensiero va prima di tutto al personale medico e paramedico. Una buona volontà che, unita a forte senso di responsabilità e “collaborazione con le apposite autorità competenti”, diventa “un valore aggiunto”.

Il volontariato che quest’anno contraddistingue Padova (Capitale Europea del Volontariato 2020), costituisce un’occasione per raccontare al mondo “il vostro DNA fatto di uso generoso del tempo e di condivisione dei talenti”, prosegue Papa Francesco che conosce “il buon cuore della gente veneta: Se la carità fosse un romanzo”, ci sono “capitoli bellissimi” scritti a Padova e messi a disposizione di tutti. Una pagina di carità che il Papa stesso ha deciso di condividere scegliendo che le meditazioni per la Via Crucis al Colosseo, nel Venerdì Santo, fossero scritte dalla parrocchia della Casa di Reclusione Due Palazzi”. “Ricucire insieme l'Italia” è il motto scelto da Padova come filo conduttore di quest’anno. “Oggi siamo sottoposti alla tentazione di gettare invece che riparare, di sfasciare piuttosto che ricucire: è la sorte che riserviamo non solo agli oggetti, ma anche alle persone, soprattutto a quelle più indifese”, rimarca il Papa sottolineando che “il patrimonio più importante che abbiamo” sono invece proprio “le storie personali degli uomini e delle donne” e che a nessuno di loro “dovrebbe essere rifiutato uno sguardo amorevole di attenzione e un gesto di bontà”. (sip - 10 mar)

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