Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

'La storia prende
il treno' di Sophie
Dubois-Collet

Libri
Ogni settimana uno scaffale diverso, ogni settimana sarà come entrare in una libreria virtuale per sfogliare un volume di cui si è sentito parlare o che incuriosisce. Lo "Speciale libri" illustra le novità delle principali case editrici nazionali e degli autori più amati, senza perdere di vista scrittori emergenti e realtà indipendenti. I generi spaziano dai saggi ai romanzi, dalle inchieste giornalistiche, alla storia e alle biografie.

'La storia prende <br>il treno' di Sophie <br>Dubois-Collet

“Non esiste invenzione umana che abbia trasformato il paesaggio rurale e urbano quanto il treno. A vapore o elettrici, le prime locomotive hanno segnato la storia e ancora ne tracceranno la strada”. Prende il via con queste parole il viaggio a bordo di “La storia prende il treno”, Add editore, scritto dall’autrice e giornalista francese Sophie Dubois-Collet. Il romanzo è disponibile online e nelle librerie dal 10 febbraio. Ogni treno è un racconto di uomini e donne che hanno fatto parte della storia, i viaggiatori appassionati lo sanno: i vagoni trasportano sogni, ma anche incubi, tracciano percorsi, cullano idee, gioie, ma anche malumori. La Collet esordisce per la prima volta nella scrittura raccontando il viaggio sui treni più belli e strani del mondo, animati da famosi passeggeri. Dalle vicende della principessa Sissi nelle vesti di viaggiatrice in incognito a Edoardo VIII che in treno raggiunge Wallis Simpson, un presidente francese caduto dal finestrino. Possiamo trovare la storia di Obama che – seguendo le orme di Lincoln – viaggia da Philadelphia a Washington. Durante il viaggio si alternano le rapine di Jesse James, la storia della carrozza bunker di Hitler, le battaglie di Gandhi, l’ultimo viaggio della Regina Vittoria e di Winston Churchill, fino alle pagine sull’Orient Express e il Treno azzurro di Agata Christie e Georges Simenon, l’incidente di Dickens, i fratelli Lumière, Mezzogiorno di fuoco e i film di Alfred Hitchcock. Qualcuno, nel tempo, ha pensato che il treno non avrebbe avuto futuro, eppure la Storia con la S maiuscola ha spesso preso il treno: in carrozze simili a salotti, con poltrone di velluto e lampade Art Déco, re, regine e politici prendono decisioni e ricevono visite ufficiali. Vagoni come caveau che trasportano banconote e pietre preziose bottino di epiche rapine, locomotive come armi temibili, talvolta simbolo di libertà e rivolta, ispirazione di pittori, scrittori e registi, i treni di Sophie Dubois-Collet ci portano in India, nel Sudafrica dell’apartheid, negli Stati Uniti e nella Vecchia Europa. I sognatori sono pregati di salire a bordo, buon viaggio!

“FUGA DALLA CITTÀ”, IN LIBRERIA IL LIBRO FIRMATO DA FABIO MASSA
Quando arriva un nemico invisibile contro il quale lottare molti resistono, ad altri viene voglia di fuggire. Lo racconta Fabio Massa in “Fuga dalla città” edito da Chiarelettere. Il libro è un reportage giornalistico sulla difficoltà che ha attraversato Milano durante la gestione della pandemia. “Era la prima della classe, poi il virus l’ha spenta. Il Covid 19 ha per sempre cambiato il mondo. Nessun continente escluso, tutte le singole nazioni hanno dovuto fronteggiare l’emergenza sanitaria. L’Italia è stata al centro dell’attenzione mondiale all’inizio della pandemia, la regione Lombardia al centro dell’attenzione mediatica, Milano l’emblema della fuga”. Il libro di Massa racconta la città meneghina che da modello urbano e sociale è finita nel vortice delle cronache. “Fuga dalla città” significa fuga dei capitali, dei lavoratori, degli studenti, dei turisti. Attraverso interviste ai più grandi esponenti della scena milanese culturale, politica, economica, Massa racconta la trasformazione improvvisa e violenta della città. Le testimonianze del Presidente della regione Lombardia Attilio Fontana, il sindaco di Milano Beppe Sala, il già presidente di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo Giuseppe Guazzetti, Stefano Boeri, Ferruccio Resta, Pierfrancesco Maran, accendono i riflettori sui grandi affari immobiliari bloccati e le nuove strategie dei poteri che contano. Sull’emergenza abitativa, gli uffici vuoti, il presente e il futuro dello smart working, le sacche esagerate di ricchezza e benessere da un lato e la schiavitù e lo sfruttamento del lavoro dall’altro (dai rider al caporalato), il disastro della sanità “d’eccellenza” incapace di affrontare l’emergenza, la cultura a pezzi (dalla Scala ai piccoli teatri), il calcio in panne. Il libro termina con l’avventura del nuovo stadio fermata sul nascere, la crisi profonda della politica ma anche le risorse e le possibilità per uscirne, per ricostruire una città messa in ginocchio.

“I MATTI DELLA LETTERATURA RUSSA” DI PAOLO NORI TORNANO IN LIBRERIA
“Repertorio dei matti della letteratura russa – Autori, personaggi e storie” è un libro di Paolo Nori che racconta aneddoti stravaganti dell’universo letterario sovietico in una raccolta scanzonata e divertente. “Siete sicuri che Dostoevskij, Tolstoj e Cechov siano autori gravi e seriosi?” La risposta è nelle pagine di questo libro edito da Salani. Il volume nasce da due seminari, promossi dall’autore, in cui i partecipanti hanno letto romanzi o saggi russi per tirarne fuori le storie più strampalate. Per esempio: “Uno, che si chiamava Ivan Turgenev, e veniva considerato il meno russo degli scrittori russi, e che diceva che dei russi gli piaceva soprattutto una cosa: la pessima opinione che avevano di sé stessi” (da Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe), o delle loro mogli come “quella che, una volta, aveva scritto sul suo diario che suo marito non si occupava mai di lei. Poi ha scritto anche che aveva voglia di fare la civetta e aveva voglia di sfogarsi anche solo con una sedia o una cosa qualsiasi” (Sofija Tolstaja, Diari). Anche i protagonisti delle storie sono strampalati come «quello che faceva l’operaio in una fabbrica dove costruivano giocattoli. Orsacchiotti meccanici, carri armati, scavatrici mobili e a un certo punto avevano cominciato a sparire in gran quantità. Si trattava di furto ai danni dello Stato. Così una volta iniziate le indagini, dopo un anno si è scoperto che questo operaio aveva scavato un piccolo tunnel dalla fabbrica in via Kotovskij. Ma non era lui a trasportare i giocattoli fuori dall’edificio. Se ne andavano da soli. Lui li caricava, li posava a terra all’imboccatura, e gli orsacchiotti meccanici, carri armati, scavatrici mobili, in lunghe file interminabili, arrivavano da soli in fondo al tunnel» (Sergej Dovlatov, La valigia).

“SANTA O SGUALDRINA – ESSERE DONNE IN ITALIA”, UN REPORTAGE
Che cosa significa essere donna nel nostro Paese? Ce lo raccontano la fotografa Franziska Gilli e la giornalista Barbara Bachmann in un reportage racchiuso nel libro “Santa o sgualdrina – Essere donne in Italia”. Nel Paese di seduttori e di gentiluomini, dove la figura della madre rappresenta un’icona, viene uccisa in media una donna ogni tre giorni, nella maggior parte dei casi sono vittime dei propri compagni. Secondo le due autrici il ruolo della donna in Italia vive enormi contraddizioni: dalle schiere di showgirl che occupano gli schermi in prima serata, facendo salire l’audience alla concezione della donna promossa dal Vaticano. Il libro edito da Raetia Srl è uscito pochi giorni, le reporter altoatesine hanno attraversato l’Italia intera per documentare ciò che avviene nel mondo femminile. Le storie raccolte sono racchiuse in sette capitoli, ispirati ai peccati capitali e alle relative antitesi e narrano in parole e immagini storie di lussuria e disciplina, accidia e zelo, ira e amore. L’indagine si dipana tra i racconti di una coppia alle prese con la sfida della parità di genere durante l’epidemia di Covid-19, di una ragazza ossessionata dal controllo del proprio corpo, di madri traumatizzate da esperienze di violenza ostetrica e di femministe in lotta per liberarsi dagli stereotipi. Nel volume, frutto di tre anni di ricerche e incontri, dalle manifestanti femministe a un’aspirante miss anoressica, le autrici delineano il ritratto di un Paese nel quale i ruoli di genere appaiono più radicati che mai.

“DA ZERO AL BRAND”, LA GUIDA COMPLETA AL MARKETING STRATEGICO
Per la prima volta in libreria possiamo trovare una guida originale per chi vuole fare impresa: è “Da zero al brand - Guida completa al marketing strategico, dal posizionamento alla comunicazione” di Daniela Bavuso e Natale Carbone, LSWR edizioni. Il volume non è un semplice libro, bensì una vera e propria sala riunioni composta da undici specialisti che mirano al successo di un’azienda, portando conoscenze specifiche e soprattutto oltre un secolo di esperienza pratica. “Da zero al brand” è un completo percorso di marketing strategico, dal posizionamento alla comunicazione, una vera e propria mappa, ben delineata e dettagliatamente costruita. Il libro non è un mero “manuale” che indica solamente i passi da compiere, ma nasce con l’obiettivo di creare un lettore pienamente autonomo e indipendente, che saprà cosa fare in ogni determinato contesto e situazione in cui si ritroverà. Il primo valore aggiunto è spingere il lettore a vedere le cose con lo stesso punto di vista dello strategist. “Vogliamo che anche tu, da oggi, possa imparare a ragionare come le figure specializzate cui probabilmente ti sei già affidato qualche volta – spiegano gli autori - Puoi comprendere la ratio dei consigli ricevuti e delle considerazioni esposte dagli addetti ai lavori: parliamo proprio di quei consulenti dalle parcelle stellari che, grazie alle esperienze passate, hanno capito come muoversi nella giusta direzione e che, a volte, danno l’impressione di conoscere la strada che porterà al successo meglio di quanto la conosca tu”.

(© 9Colonne - citare la fonte)
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