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Così la Cina coltiva
l’export del narcotraffico

Così la Cina coltiva <BR> l’export del narcotraffico

di Piero Innocenti

L’immigrazione cinese in Europa ha portato, inevitabilmente, a insediamenti in diverse città di elementi della criminalità organizzata che ha nelle Triadi la massima espressione. La parola Triade indica il simbolo a tre lati rinvenuto sulle bandiere e gli stendardi dell’originario movimento Hung Mung. Ciascun lato rappresentava, e univa, le tre forze primarie del mondo ossia l’uomo,il cielo e la terra. Le Triadi erano una società segreta i cui affiliati, legati da giuramenti di fratellanza consacrati con il sangue, si impegnavano a cacciare i conquistatori stranieri dal loro paese per rimettere sul trono la vecchia dinastia cinese. La struttura ed il sistema dei controlli erano molto rigidi. Ancora oggi è difficilissimo, se non impossibile, infiltrare questi gruppi per conoscere la portata effettiva delle loro attività illecite e per poterle più incisivamente contrastare.
Le attività di maggiore impatto sono il traffico di droghe, lo sfruttamento della prostituzione e della manodopera, il gioco d’azzardo, le estorsioni, la pratica dell’usura.
L’espansione nel mondo dei gruppi criminali cinesi è, probabilmente, da ricollegarsi anche a tutta una serie di riforme economiche , in Cina, dirette a realizzare il passaggio da una economia fortemente centralizzata ad una che si è avvicinata a quella di mercato di stampo occidentale. I mutamenti del sistema economico hanno, tuttavia, creato molte sacche di povertà che hanno riguardato, in particolare, la campagna. Si calcola che circa 80 milioni di cinesi abbiano recentemente abbandonato i villaggi alla ricerca di lavoro nelle città o emigrando all’estero. Sono anche questi i “serbatoi” da cui è stata attinta la manovalanza per l a criminalità. La mobilità della popolazione cinese e i radicali mutamenti sociali collegati ai rapidi cambiamenti economici hanno anche contribuito all’incremento illecito della produzione di droghe ed al loro abuso (nel 1949 i tossicodipendenti stimati erano 20 milioni contro i 680mila delle statistiche ufficiali, ma poco credibili, del 2000. Oggi si parla di circa 40 milioni di consumatori occasionali e 7 milioni di assuntori abituali di cui 2 milioni tossicodipendenti da oppiacei).
La coltivazione del papavero da oppio nelle province meridionali del paese è stata fortemente contrastata sin dai primi anni del suo insediamento dal governo popolare cinese, al punto che si riuscì a conseguire la completa distruzione delle piantagioni. Negli ultimi anni, tuttavia, estese coltivazioni di papavero sono state localizzate nelle impervie zone montuose dello Yunnan , del Guizhou e del Guangxi, ai confini con il Laos, il Myanmar e il Vietnam. La Cina , comunque, rappresenta un paese di transito per l’eroina destinata ai mercati dell’Australia, dell’Europa occidentale e dell’America settentrionale. Il problema più serio è rappresentato dalle estese coltivazioni di efedra, pianta da cui si ricava l’efedrina (produzione stimata annua intorno alle 400 tonnellate), utilizzata nella produzione di amfetamine destinate ai mercati asiatici e in varie zone del mondo.
Nella stessa Cina il consumo di droghe sintetiche negli ultimi anni ha assunto aspetti preoccupanti se si fa riferimento alle quantità sequestrate ( dalle 20 tonnellate del 2000, alle 35 del 2020). Gli affari nel settore vedono coinvolti anche gruppi criminali di Hong Kong, Taiwan e Giappone.

(© 9Colonne - citare la fonte)
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