Roma, 20 feb - “Nell'accezione generale chi ha il diabete di tipo 2 c'è l'ha per sua responsabilità: non è vero, in quanti si eredita una suscettibilità ad ammalarsi”. E’ uno dei pregiudizi sulle persone affette da diabete evidenziati dalla survey presentata oggi da Abbott sugli stereotipi frutto della mancanza di conoscenze e comunicazione sul diabate, che in ogni sua forma colpisce oggi almeno 4 milioni di italiani. A sfatare uno di questi falsi miti è Raffaella Buzzetti, presidente nazionale della Società italiana di Diabetologia (Sid) che spiega come “se si ha un genitore, un fratello o un cugino affetto aumenta il rischio di ammalarsi di diabete. Certo è che poi implementando un corretto stile di vita, come attività fisica almeno tre volte a settimana, dieta povera e zuccheri semplici e grassi saturi, si può dilazionare l'insorgenza, curare e comunque allontanare la possibilità di diagnosi”. Ad ogni modo, ed è un altro mito da sfatare, con le moderne tecniche è possibile convivere con questa malattia al giorno d’oggi. “Certamente sì, in quanto esistono tanti farmaci e tanti dispositivi medici che permettono di valutare la glicemia in continuo, ad esempio, e hanno migliorato la qualità di vita in maniera veramente significativa”.
(PO / Sis)
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