“Uniti non si vince, si stravince”. Così Elly Schlein, in una intervista a La Repubblica, commenta il voto alle Regionali. “In Campania non ha vinto solo la nostra coalizione, ha perso Giorgia Meloni che oggi ha poco da saltellare. Ha candidato un esponente del governo e suo fedelissimo di FdI. Ha schierato tutti i ministri. Ha fatto una mossa vintage rispolverando il condono di Berlusconi del 2003, ma non ha funzionato. I cittadini hanno capito che li stavano prendendo in giro. È lei la vera sconfitta, tanto più in Puglia e pure in Veneto, dove sperava di superare la Lega e le è andata male”, “è andata oltre le nostre migliori aspettative”. E aggiunge: “Io credo che da questa coalizione, la stessa messa in campo in tutte le regioni, non si possa più tornare indietro. Penso che tutti siamo ormai consapevoli che stare insieme, attorno a un programma condiviso, sia condizione non sufficiente ma necessaria per battere la destra. Il messaggio restituito dalle urne è molto chiaro: l'alternativa c'è ed è competitiva. Il riscatto parte dal Sud e nel 2027 ci farà vincere contro il governo più antimeridionalista della storia, che vuole spaccare l'Italia con l'autonomia differenziata”. È sicura che vi basti il Sud? “Se restiamo uniti possiamo giocarcela anche in quella parte del Paese dove i sovranisti sono in vantaggio e noi però, sebbene meno forti, cresciamo molto nel consenso, come è accaduto in Veneto. In questo senso la Campania insegna: è stato fatto un gran lavoro di squadra per mettere insieme le differenze, riuscendo a trovare — anche nelle differenze — la forza di un disegno comune rivolto alle cittadine e ai cittadini”.
“Il centrodestra ha comunque migliorato le sue prestazioni. È chiaro che avremmo dovuto fare meglio, non c'è dubbio. Ma abbiamo avuto la soddisfazione di mettere insieme liste competitive che hanno avuto un risultato apprezzabile. E in questo senso ringrazio le centinaia di migliaia di cittadini che mi hanno votato”. Così, in una intervista a Il Mattino, il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli candidato alla presidenza della Regione Campania. “Amando la mia terra non posso che augurare di cuore al futuro Presidente Fico, buon lavoro” aggiunge. “Resterà in consiglio regionale o tornerà a Roma? “La risposta è la stessa che ho dato durante la campagna elettorale. Sono stato nominato dalla presidente del Consiglio, quindi è una valutazione che va presa dal Consiglio dei Ministri e dalla premier che mi ha indicato. Valuteremo cosa è meglio fare. È chiaro che io mi sono candidato per fare il presidente. Noi immaginavamo e speravamo di vincere. Ma la democrazia è questa e il popolo ha sempre ragione. Ne prendiamo atto. Quindi, rispondendo alla domanda sul mio futuro, ora faremo le valutazioni opportune. Io sono un soldato, farò quello che devo fare”. Come valuta la performance di Fdl e delle altre liste del centrodestra? “Rispetto alle scorse regionali abbiamo sostanzialmente raddoppiato il risultato, passando dal 18% al 37%. Sostanzialmente sia Fratelli d'Italia che Forza Italia raddoppiano il loro dato e la Lega è stabile. La presenza di altre liste ha sicuramente influito sui risultati dei partiti. Anche nel centrosinistra i partiti tradizionali sono un po' in calo rispetto alle elezioni europee. É fisiologico nelle elezioni amministrative”. Quindi non c'è stata, secondo lei, una sconfitta politica della coalizione di centrodestra? “Se sommiamo i voti dei 5 Stelle, del Pd e degli altri partiti della coalizione avversaria alle ultime regionali, erano oltre l'80%. Noi eravamo al 18%. Se dovessimo considerare questi dati, noi abbiamo avuto un trionfo e loro una disfatta. Oltre a questo bisogna tenere in considerazione il dato sull'astensione. Che è preoccupante e di cui sia il centrodestra che il centrosinistra devono farsi carico”, “sono mancati i voti di opinione. Noi già stiamo riscontrando che tendenzialmente non ci sono preferenze alle liste senza voti ai candidati. Se mancano i voti d'opinione, è chiaro che i partiti più forti riducono i loro voti rispetto alle Europee. I candidati e le liste hanno pesato molto di più. E il centrosinistra, che ha molti più sindaci e amministratori, ne ha tratto beneficio”. La sua candidatura è arrivata un po' in ritardo.. “E’ chiaro che prima si parte meglio è. In quindici giorni ho messo in piedi la lista del presidente che ha ottenuto un buon riscontro. Vuol dire che il valore aggiunto l'ho portato significativamente”. (25 nov - red)
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