La Camera ha approvato, in prima lettura, la proposta di legge che consente ai cittadini italiani iscritti all’Aire e residenti in Paesi extra Ue ed extra EFTA di accedere al Servizio sanitario nazionale previo pagamento di un contributo annuale. Il provvedimento introduce, per la prima volta, un meccanismo stabile che permette agli italiani all’estero di ottenere una tessera sanitaria valida sul territorio nazionale. L’iscrizione avverrà presso l’Asl del Comune che conserva la scheda anagrafica o, in alternativa, presso l’azienda sanitaria del luogo di soggiorno durante i rientri in Italia. Il contributo è fissato in duemila euro annui, non frazionabili, con esenzione per i minorenni e per i pensionati che versano imposte in Italia. Soddisfatto il primo firmatario della pdl, Andrea Di Giuseppe (Fratelli d’Italia), che parla di “passaggio storico”. “Abbiamo colmato un’ingiustizia che andava avanti da 25 anni e lo abbiamo fatto senza pesare sulle casse dello Stato”, afferma. “Molti italiani all’estero non si iscrivevano all’Aire per non perdere la tessera sanitaria, creando distorsioni enormi. Con il contributo da duemila euro – calcolato insieme a Mef, Ragioneria e ministero della Salute – garantiamo equità: chi non contribuisce con le tasse in Italia è giusto che partecipi, seppur in quota ridotta. I pensionati saranno esentati, perché già pagano le imposte nel nostro Paese. È un traguardo importante basato sul principio che tassazione e rappresentanza devono andare insieme”.
Più sfumata la valutazione del deputato democratico Christian Di Sanzo, eletto all’estero, che parla comunque di “passo avanti importante”. “Per le tante comunità italiane nel mondo è una risposta attesa, soprattutto per chi trascorre lunghi periodi in Italia”, sottolinea. “Il testo recepisce un principio che avevo già fatto approvare con un mio ordine del giorno quasi due anni fa, ma restano alcune criticità: avremmo voluto un contributo meno elevato e maggiore flessibilità per studenti e pensionati. È un’opzione in più che non toglie nulla alle cure d’emergenza già garantite, e che speriamo possa essere migliorata in futuro”. Di Sanzo evidenzia anche l’effetto atteso sulle iscrizioni Aire: “La perdita della sanità è sempre stata il principale deterrente. Ora molti potranno iscriversi senza paura”. Apprezzamento ma anche richieste di correttivi arrivano da Federica Onori (Azione), che definisce il provvedimento “una risposta attesa dagli italiani all’estero” ma invita a renderlo più equo. “La quota fissa da duemila euro avrebbe potuto riflettere meglio la capacità contributiva, ad esempio con un modello progressivo legato all’Isee”, afferma la deputata, ricordando che un ordine del giorno di Azione invita il governo a valutare in futuro questa modifica. Onori insiste anche sulla sostenibilità finanziaria: “È incredibile che si parli di servizi erogati dalle Regioni senza che compaia mai la parola ‘Regioni’ nel testo. È stato accolto un nostro ordine del giorno che chiede un’interlocuzione in Conferenza permanente, perché non sappiamo se i flussi saranno ampi o ridotti. Servono monitoraggio e coinvolgimento regionale per garantire equilibrio al sistema”.
(© 9Colonne - citare la fonte)




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