Stringere ancora di più sull'immigrazione, ridimensionare la Nato e promuovere "l'identità occidentale". Sono solo alcuni dei punti affrontati dal documento di 33 pagine National Security Strategy, programmatico per la politica estera, pubblicato sul sito della Casa Bianca e firmato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che sta destando scalpore anche per le parole molto dure sull'Europa. Sebbene il tycoon parli di "promozione della grandezza" del Vecchio Continente, nel testo viene sottolineato che quest'ultimo starebbe attraversando una fase di "declino" come si legge nel documento: "I funzionari americani si sono abituati a pensare ai problemi europei in termini di insufficiente spesa militare e stagnazione economica. È vero in parte, i veri problemi dell’Europa sono più profondi. Il suo declino economico è eclissato dalla reale e stridente prospettiva di cancellazione della civiltà". Trump vorrebbe quindi "aiutare gli alleati a preservare la libertà e la sicurezza dell'Europa" ripristinando al tempo stesso "la fiducia in se stessa come civiltà e l’identità occidentale dell’Europa". Identità che sarebbe minacciata dalla dinamica delirante illustrata dalla teoria complottista della "grande sostituzione", secondo cui l’immigrazione di massa in Europa non è frutto di un moto spontaneo, ma risponde a un deliberato piano di sostituzione delle popolazioni europee bianche e di fede cristiana con quelle provenienti da altri continenti, prevalentemente di fede musulmana.
“Nel lungo termine, è più che plausibile che, nel giro di pochi decenni, alcuni membri della Nato diventeranno a maggioranza non europea”, continua il documento. E a proposito di Nato, l’amministrazione trumpiana sostiene che "non può continuare ad allargarsi". L'Europa secondo Washington starebbe andando incontro a "restrizioni di libertà fondamentali", oltre a "creare conflitti" interni con "le politiche migratorie". Nel testo si legge inoltre che "è un interesse chiave degli Stati Uniti negoziare una rapida cessazione delle ostilità in Ucraina al fine di stabilizzare le economie europee, prevenire l’escalation" e "ristabilire una stabilità strategica con la Russia", così come "di consentire la ricostruzione dell’Ucraina dopo la guerra perché possa sopravvivere come Stato". (5 DIC - red)
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