Su welfare e democrazia “non credo che ci sia un altro posto comparabile con l’Europa”. Così il CEO di Intesa Sanpaolo Carlo Messina ieri alla Luiss, a Roma, nel suo intervento durante l’inaugurazione dell’anno accademico. “È possibile che la priorità di quelli che ci governano sia affrontare tutti i giorni il tema di come reagire alla minaccia di una guerra?”, si è domandato Messina, aggiungendo: “La difesa è indispensabile, ma se diventa l’unico argomento si perde il contatto la realtà”, senza dimenticare che “in Europa abbiamo più poveri e disuguaglianza di quelli che sono i rischi potenziali che derivano da una minaccia reale, e non percepita o teorica, di una guerra”. A ciò si aggiunge “una governance che non si vede in nessun Paese del mondo e in nessuna azienda”, ha dichiarato, spiegando poi che “qualsiasi azienda condotta con meccanismi di governance come quelli dell’Europa fallirebbe”. Una governance che per Messina è “incapace di prendere decisioni rapide”, e quando le decisioni vengono prese c’è “lentezza nella realizzazione” oppure “non incidono realmente sulle cose che servono all’Europa”. Attenzione alle disuguaglianze e un sistema di governance chiaro sono quindi i punti che l’Europa dovrebbe implementare per il CEO di Intesa Sanpaolo.
“Il mondo delle imprese è un punto di forza assoluto in Italia”, ha affermato inoltre Messina: “Le imprese in Italia oggi sono le migliori in Europa”. Altro punto di forza per l’Italia, secondo Messina, è “il risparmio delle famiglie”, anche qui “senza confronti in Europa”. Nella legge di bilancio “ci sono interventi a favore delle imprese”, e questo “è positivo”, ha continuato, aggiungendo che “come Intesa Sanpaolo abbiamo dedicato 1,5 miliardi” per combattere la povertà. Il CEO, infatti, ha continuato sostenendo: “Non possiamo aspettarci che faccia tutto il governo, se ci sono aziende che fanno utili potrebbero intervenire su disuguaglianze destinando parte dei loro utili. Ogni azienda dovrebbe lavorare perché i salari vengano aumentati”, perché i salari sono “uno dei punti di debolezza del nostro Paese” e aumentarli è una “priorità strategica”. In chiusura del suo intervento, alle ragazze e ai ragazzi a rivolto un messaggio: “Affiancare alla competenza tecnica anche la capacità di essere vicino a chi ha più bisogno”. (12 DIC - red)
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