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direttore Paolo Pagliaro

MILANO, KO LA GANG
DEI FINTI CARABINIERI

MILANO, KO LA GANG <BR> DEI FINTI CARABINIERI

I Carabinieri del Comando Provinciale di Milano hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa dal Gip, a carico di 21 indagati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti, ricettazione, riciclaggio e autoriciclaggio. Di questi uno era già detenuto per altra causa, 6 associati in carcere, 9 agli arresti domiciliari e 5 sottoposti all’obbligo di dimora. Il provvedimento scaturisce da un’approfondita indagine, convenzionalmente denominata “Altro mondo”, condotta dal Nucleo Investigativo di Milano e coordinata dalla Procura, avviata a partire dal 2023, come risposta alla recrudescenza di furti, rapine e truffe, commessi con la tecnica del “finto Carabiniere”. Il contatto con le vittime — sempre anziane e colte nel loro rientro solitario a casa — avveniva con l’utilizzo da parte degli indagati di materiale e segni distintivi delle forze dell’ordine per confonderle e disorientarle e accedere più agevolmente all’interno delle abitazioni e così derubarle in pochi attimi. Le indagini, condotte attraverso un articolato impianto di attività tecniche unito a metodologie investigative tradizionali e mediante la proficua cooperazione internazionale giudiziaria e di polizia, hanno consentito di individuare un gruppo di matrice sinti, con una propria “base operativa” nel quartiere di Muggiano, alla periferia ovest di Milano, e che si occupava inoltre della ricettazione e del riciclaggio, anche all’estero, dei beni illecitamente ottenuti. Ricostruite le responsabilità in ordine a 12 furti di cui 10 commessi con la tecnica del “finto Carabiniere” e 15 episodi di ricettazione, 8 di riciclaggio e 2 di autoriciclaggio commessi tra l’Italia, la Svizzera e il Belgio. Gli indagati in più occasioni, utilizzando un camper come copertura, avevano trasportato all’estero ingenti quantitativi di gioielli e preziosi di provenienza delittuosa, al fine di riciclarli con la complicità di alcune gioiellerie e compro oro compiacenti. Complessivamente, il valore economico dei beni illecitamente acquisiti nell’ambito dei fatti contestati è stato quantificato in circa 2,5 milioni di euro. Tra i destinatari della misura cautelare degli arresti domiciliari anche una donna di 96 anni di origine sinti, coinvolta attivamente in numerosi episodi di ricettazione nonché sodale e capostipite del gruppo, del quale sorvegliava la base logistica di Muggiano. Nel corso delle perquisizioni a carico degli indagati, svolte anche in Svizzera con l’ausilio dell’Ufficio Federale della Dogana e della Sicurezza dei Confini, sono stati rinvenuti, e posti sotto sequestro, 43mila euro circa in contanti, numerosi orologi di lusso, lingotti d’oro, borse e monili preziosi ma anche radio trasmittenti, scanner per l’individuazione di microspie e due pistole scacciacani. Nel corso dell’indagine, sono già stati sottoposti a sequestro, 15.000 euro in denaro contante, numerosi orologi, borse e gioielli di lusso, preziosi vari, per un valore complessivo di circa 500.000 euro e anche una pistola a salve, trovati occultati in un nascondiglio ricavato in una controsoffittatura presente all’interno di un’abitazione. Inoltre, sono già stati tratti in arresto due uomini italiani di 30 e 44 anni perché ritenuti gravemente indiziati, in concorso tra loro, di plurimi episodi di furto aggravato in abitazione, commessi, nelle province di Milano, Monza Brianza e Livorno, tra giugno e luglio 2023, ai danni di persone anziane. (15 DIC – redm)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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