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direttore Paolo Pagliaro

MANOVRA: DAL GOVERNO
3,5 MLD DI MODIFICHE

MANOVRA: DAL GOVERNO <BR> 3,5 MLD DI MODIFICHE

Con un nuovo pacchetto di modifiche riguardanti il settore delle imprese, in arrivo in serata in Commissione Bilancio, il governo riscrive la manovra per 3,5 miliardi. In tarda mattinata il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, si è presentato nell’ufficio di presidenza della Commissione per illustrare le novità. Le modifiche dovrebbero riguardare Zes, Transizione 5.0, la previdenza complementare e la riprogrammazione dei fondi destinati al Ponte sullo Stretto. "Abbiamo un provvedimento nuovo che va incontro alle esigenze dei lavoratori e delle imprese, che poteva anche essere gestito e trattato al di fuori della quinta commissione del bilancio” ma il ministro Giorgetti è “ha preferito, essendo il tipo di intervento molto importante e cogente, volerlo fare all'interno della manovra di bilancio per rendere protagonista il Parlamento. Credo sia una bellissima pagina perché dà la possibilità a tutto il Parlamento, quindi alla commissione bilancio, di gestire una manovra più complessa e soprattutto con degli aiuti, tra l'altro richiesti anche da parte della minoranza, che danno valore qualitativo e quantitativo a questa manovra" così Guido Quintino Liris, senatore Fdi, tra i relatori della legge di bilancio. Critiche le opposizioni: "La manovra approvata dal Consiglio dei Ministri, se ci aggiungiamo dividendi, affitti brevi e oggi il tema dell'impresa, ormai è un ricordo al passato. Questo dimostra che serve fare opposizione, perché abbiamo sempre sostenuto dal primo giorno che non c'era la crescita, non c'era il futuro del Paese. Le modifiche, seppure rattoppate, seppure all'ultimo momento, confermano questo fallimento" afferma il senatore Pd Daniele Manca, mentre il senatore di Avs Tino Magni denuncia: “Le modifiche alla previdenza complementare sono gravissime. Oltre all’emendamento che mette in discussione il ruolo della contrattazione collettiva e apre alla portabilità del contributo a carico del datore di lavoro, oggi il ministro Giorgetti ne ha annunciato un altro, se possibile, peggiore. Per finanziare la legge di bilancio il governo vuole prendere i soldi dalla previdenza complementare, che sono soldi dei lavoratori e delle lavoratrici. Senza nessun confronto con le parti sociali si introduce l'obbligatorietà del silenzio assenso sull'adesione alla pensione integrativa. La previdenza complementare non è di proprietà dei padroni, ma dei lavoratori. E se tocchi qualcosa dei lavoratori ne devi discutere con il sindacato”. Intanto, l’aula del Senato è convocata domani alle 10 per le comunicazioni del presidente e la legge di bilancio: la seduta sarà sospesa alle 12 per la Conferenza dei Capigruppo, che deciderà sui tempi dell’esame in aula a Palazzo Madama, dove l’approdo della manovra  era previsto per oggi. (Roc)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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