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Ottima sintonia Trump-Putin ma c'è molta mafia russa negli Usa

Ottima sintonia Trump-Putin ma c'è molta mafia russa negli Usa

di Piero Innocenti

 Il presidente americano Trump continua con la sua “guerra” contro il Venezuela sequestrando una seconda petroliera battente bandiera panamense salpata dal Venezuela e sanzionando così quello che è stato indicato come movimento illegale di petrolio destinato, secondo le valutazioni americane, a finanziare il narcoterrorismo nella regione.
Dopo i ripetuti attacchi aerei iniziati a settembre nel Pacifico orientale e nel Mar dei Caraibi contro presunte imbarcazioni di narcotrafficanti venezuelani che hanno causato la morte di un centinaio di membri dei vari equipaggi, continuano, dunque, le prove di forza americane contro il Venezuela e il suo presidente Maduro considerato dagli Usa un “narcoterrorista”. Continuano, così, gli “atti di pirateria” degli Stati Uniti mentre Caracas  ha ricevuto la solidarietà dell’Iran e di Mosca che ha inviato tecnici militari per assistenza nella manutenzione dei sistemi di difesa venezuelani. Negli ultimi giorni, poi, dopo le minacce di inviare truppe in Messico per contrastare il traffico di fentanyl (un oppioide sintetico) diretto negli Usa, il presidente Trump è tornato alla carica sulla Groenlandia dichiarando di “averne bisogno per la sicurezza nazionale”. A breve è probabile che torni ad insistere sul Canale di Panama per un controllo della navigazione. La Colombia non è, per ora, oggetto della particolare attenzione del presidente americano nonostante sia il paese primo produttore mondiale di cocaina da cui partono pure semisommergibili carichi di  droga diretti verso le coste americane. Tutto questo mentre non si fanno progressi significativi per la pace o la tregua nella guerra tra Russia e Ucraina e la tregua di Gaza annota, giornalmente, morti e feriti tra i palestinesi.
Forse Trump farebbe bene a riservare la dovuta attenzione alla criminalità in territorio americano, in particolare a quella proveniente dai paesi della CSI. E’ da una trentina di anni che l’FBI ha registrato un costante aumento dei crimini commessi da immigrati politici russi, cosa che ha portato alla creazione di un ufficio specifico per il contrasto della mafia russa considerata particolarmente pericolosa. Gli insediamenti più forti si hanno nello Stato di New York e a Miami, Los Angeles, San Francisco, Baltimora e Chicago. Milioni dollari vengono riciclati  attraverso istituti bancari americani ma anche tramite i casinò di Atlantic City. In generale, la mafia di origine sovietica ha legami con diversi gruppi criminali di altre etnie con cui imbastisce affari e transazioni a livello internazionale, utilizzando i rapporti con le organizzazioni criminali che sono emerse nella ex Urss.
Tra questi gruppi la mafia di Odessa, che è considerata la più importante, insediatasi tra il 1975 e il 1981, a  Brighton Beach e diramatasi, nei primi anni Ottanta, a San Francisco e Los Angeles. C’è, poi, la mafia russo-armena che ha il suo centro nella zona di Hollywood e San Fernando e si dedica soprattutto al contrabbando di benzina e al traffico di droga. Una rete estesa e articolata caratterizza la Molina-organizatsija, un gruppo multietnico composto di russi, armeni e ceceni con il suo centro a Brighton Beach e che esercita una miriade di attività diverse tra le quali la falsificazione di carte di credito, il traffico di stupefacenti, l’estorsione, furti e rapine, omicidi ( a proposito di questi ultimi, nel 2024 gli USA hanno registrato il numero più elevato di decessi legati alle armi da fuoco con circa 17mila vittime). Insomma, negli USA, per la sicurezza c’è molto lavoro da fare ancora.

(© 9Colonne - citare la fonte)
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