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ANTISEMITISMO, NON C'E'
SOLO IL DDL DELRIO

ANTISEMITISMO, NON C'E' <BR> SOLO IL DDL DELRIO

In Commissione Affari costituzionali al Senato è stato incardinato il ddl a prima firma del senatore dem Graziano Delrio, che mira a contrastare l'antisemitismo. Il testo, al centro delle cronache e delle polemiche politiche negli ultimi mesi, è stato abbinato agli altri provvedimenti sullo stesso tema presentati da Forza Italia a firma Gasparri, da Italia Viva a firma Scalfarotto e dalla Lega a firma Romeo. Le audizioni si chiuderanno il 13 gennaio, lasciando aperta l'ipotesi di presentare altri pareri, anche in forma di memorie da acquisire. La novità odierna, oltre all'incardinamento del ddl Delrio, è però l'annuncio di altri due testi da parte del Movimento 5 Stelle e di Noi Moderati, in attesa di un testo 'ufficiale' da parte del Partito democratico. Si va verso dunque i 7 ddl, mentre adesso due sono le possibili strade: la redazione di un testo unitario, in cui far confluire i diversi ddl o l'adozione di un testo base da emendare. A propendere per questa seconda ipotesi, ad esempio, è Forza Italia: il presidente dei senatori azzurri, Maurizio Gasparri, intervenendo in Commissione, ha detto: “Le proposte di legge attualmente all’esame del Parlamento sull’antisemitismo hanno origini diverse e risalgono a periodi differenti: da quella presentata dal senatore Romeo nel gennaio 2024, a quella del senatore Scalfarotto nel luglio 2025, fino alla proposta del sottoscritto dell’agosto 2025 e a quella più recente del senatore Delrio, depositata il 20 novembre. Ben vengano altre proposte e ben venga un lavoro che porti a delle conclusioni poiché l’antisemitismo non scoppia oggi e non è una questione recente, anche se si è aggravata recentemente. Il fulcro delle proposte è il riconoscimento e la valorizzazione della definizione di antisemitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA), già esistente da decenni e adottata anche dall’Italia con il governo Conte. Come ogni legge, non può garantire l’eliminazione del fenomeno, ma rappresenta un’affermazione di principio con una forte valenza morale e simbolica. Nel dibattito sono emerse differenze tra i testi, talvolta alimentate da campagne di disinformazione che hanno generato violenze, minacce e denigrazioni, non solo da parte di manifestanti ma anche da parte di giornali o docenti. Ciò che conta, però, è la sostanza della norma che il Parlamento intende approvare. C’è piena disponibilità a lavorare su un testo base e a favorire ogni convergenza sul contenuto. Sul tema dei tempi, ribadisco la contrarietà a legiferare sull’onda delle ricorrenze: le leggi devono essere approfondite e approvate quando il Parlamento lo ritiene opportuno, non per rispettare una data simbolica. Nessuna preclusione, dunque, a concludere l’iter entro il 27 gennaio, ma senza forzature. L’obiettivo è chiaro: arrivare a una decisione in tempi certi, evitando ogni tentativo dilatorio che sarebbe il segnale di una resistenza a una normativa più incisiva contro l’antisemitismo”. “Auspico che la nuova legge contro l’antisemitismo, che si sta discutendo in commissione affari costituzionali del Senato, venga approvata da Palazzo Madama entro il 27 gennaio, per il giorno della Memoria. Ho appena presentato questa richiesta in commissione. Sarebbe un segnale importante da parte delle istituzioni, in un momento in cui gli atti di antisemitismo si stanno moltiplicando in tutta Italia” dice il senatore di Italia Viva Ivan Scalfarotto. “Le richieste di approfondimento che sono state sollevate non devono farci dimenticare l’urgenza che abbiamo di legiferare sulla materia. Il presidente Balboni – aggiunge Scalfarotto – ha stabilito che il ciclo di audizioni terminerà il 13 gennaio. Credo che sia una scelta condivisibile”. Sulla discussione a partire da un testo base, adottato a maggioranza, non è d'accordo invece il Pd: "Noi abbiamo spiegato che su un tema così importante serve che tutte le forze politiche diano un contributo per contrastare la diffusione di un cancro che sta purtroppo riprendendo a diffondersi, e necessario dialogare e ascoltare lo stesso mondo ebraico e non accelerare", spiega il senatore Andrea Giorgis. "Mi auguro che si arrivi ad un testo unificato, come abbiamo fatto in tantissime altre occasioni, un comitato ristretto che definisce un testo base condiviso". (Roc)

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