Roma, 8 gen – “Il nostro giudizio è fortemente negativo. La Transizione 5.0 è un titolo, perché non viene assolutamente modificato nulla rispetto all'impianto burocratico e farraginoso che gli stessi imprenditori denunciano essere difficoltoso per ottenere i fondi. Ma soprattutto la parte delle aree idonee, quindi la parte dell'energia sulle energie rinnovabili, è folle”. Così Silvia Fregolent, senatrice Italia Viva, nel giorno in cui l’aula del Senato ha rinnovato la fiducia al Governo con l'approvazione del decreto legge recante misure urgenti in materia di Piano Transizione 5.0 e di produzione di energia da fonti rinnovabili. Il testo passa ora alla Camera. “Di fatto si – continua la senatrice - si ribloccano le autorizzazioni sulle rinnovabili, creando molta incertezza per gli investitori che hanno deciso di puntare sul nostro Paese e non è vero che ciò viene fatto per tutelare il patrimonio agricolo. In base soltanto ai dati nel 2024, sono 1.400 gli ettari che sono stati ‘consumati’ per le energie alternative, mentre sono 6.000 gli ettari che sono stati consumati per quanto riguarda la creazione di nuovi impianti logistici. Quindi vuol dire che se si tenesse veramente al patrimonio agricolo, come si bloccano le energie rinnovabili bisognerebbe essere almeno più parchi nell'autorizzazione di ennesimi capannoni industriali, posto che noi abbiamo un residuo di industria che non c'è più, che potrebbe essere riqualificato e ridato al sistema produttivo. Si pensi solo che con questo decreto l'intera Umbria viene considerata un'area non idonea ad avere neanche un impianto di transizione energetica”. Secondo la senatrice, “siamo di fronte a un impianto ideologico e folle, e poi ultimo ma non ultimo un emendamento sulla Golden Power per giustificare il blocco contro Unicredit a favore di Credit Agricole sulla Bpm. Insomma è un provvedimento insufficiente, dannoso e che dimostra tra l'altro quanto questo governo e questa maggioranza siano divisi. Oggi mettono l'ennesimo voto di fiducia proprio perché hanno trovato un difficile equilibrio in commissione e non lo vogliono smontare con un voto libero” conclude Fregolent. (PO / Roc)
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