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Arte, Collezione Farnesina: 'Identità oltre confine' arriva a Belgrado

Arte, Collezione Farnesina: 'Identità oltre confine' arriva a Belgrado

Prosegue il viaggio europeo del progetto Identità Oltre Confine, a cura di Benedetta Carpi De Resmini. La terza tappa si inaugurerà il 22 gennaio 2026 alle ore 18.00 presso la DOTS Gallery di Belgrado, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado e il supporto dell’Ambasciata d’Italia a Belgrado. Identità Oltre Confine è un progetto espositivo promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in occasione del venticinquesimo anniversario della Collezione Farnesina. L’iniziativa propone una riflessione ampia e stratificata sul concetto di identità nel contesto contemporaneo, segnato da crisi ecologiche, fenomeni migratori, instabilità geopolitiche e profonde fratture culturali. Nato come percorso itinerante in tre tappe — Berlino, Vilnius e La Valletta — e realizzato in collaborazione con gli Istituti Italiani di Cultura, il progetto ha progressivamente superato i confini iniziali, grazie alla forza dei temi affrontati e al significativo interesse suscitato a livello internazionale. Belgrado rappresenta la prima tappa di questa espansione: ospitato presso la DOTS Gallery, il progetto entra in dialogo con un contesto profondamente segnato da trasformazioni storiche, ridefinizioni di confini e processi di ricostruzione. La città diventa così un laboratorio culturale per indagare le relazioni tra passato e presente, e per osservare come identità individuali e collettive si formino attraverso continui attraversamenti. Il dialogo intergenerazionale tra artisti e artiste attiva nuove forme di resistenza simbolica, immaginazione e rilettura della storia. L’opera Fibonacci di Mario Merz apre il percorso con la forza di un’immagine utopica e transnazionale: la spirale numerica diventa metafora di una conoscenza organica, non gerarchica, che si espande per connessioni e ramificazioni. Attorno a questo nucleo si articolano tre sezioni tematiche – Radici di resistenza, Ecologie instabili, Geografie del distacco – che affrontano le tensioni del contemporaneo da prospettive radicali e plurali. In Radici di resistenza, corpo e linguaggio diventano strumenti di emancipazione. Le opere di Tomaso Binga, Carla Accardi, Ketty La Rocca, Maria Lai ed Elisa Montessori, figure cardine dell’avanguardia femminile italiana, dialogano con quelle di Elena Bellantoni, Silvia Giambrone, Marinella Senatore e Loredana Di Lillo. Ne scaturisce una trama di genealogie critiche, dove la sovversione non è memoria ma pratica viva: atti che scompongono, riscrivono e performano nuovi alfabeti della disobbedienza. La sezione Geografie del distacco affronta invece la frattura come esperienza. Le opere di Gea Casolaro, Agnese Purgatorio e Sarah Ciracì tracciano una mappa delle ferite – urbane, sociali, emotive. Quelle di Rä di Martino, Marta Roberti e Paola Gandolfi introducono figure sospese tra umano e non umano, corpi-macchine o presenze liminali che interrogano l’identità come condizione fluida, migrante, in continuo divenire. (red - 14 gen)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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