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Il vuoto risorsa per i robot del futuro: la scoperta in studio coordinato dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa

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Il vuoto risorsa per i robot del futuro: la scoperta in studio coordinato dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa

Londra - Il vuoto, da sempre considerato uno dei componenti più ostili per i sistemi meccanici, diventa una risorsa chiave per la robotica spaziale grazie a una nuova tecnologia di attuatori elettrostatici sviluppata in uno studio pubblicato sulla rivista Nature Communications. La ricerca, coordinata dall’Istituto di Intelligenza Meccanica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, in collaborazione con l’Università di Trento e l’Istituto Italiano di Tecnologia, apre nuove prospettive nella progettazione di robot spaziali più efficienti, affidabili ed economici. Nel contesto delle missioni spaziali, i motori elettrici tradizionali – ovvero i “muscoli” che permettono ai robot di muoversi – presentano notevoli criticità: surriscaldamento in assenza di atmosfera, necessità di lubrificanti speciali, elevata complessità e peso. Questi fattori incidono in modo significativo su costi, affidabilità e prestazioni dei sistemi robotici operanti nello spazio. Lo studio propone una nuova classe di attuatori elettrostatici estremamente leggeri e semplici che sfruttano le proprietà elettriche del vuoto. In questo modo, ciò che storicamente rappresenta una delle principali difficoltà per i sistemi meccanici spaziali diventa un elemento chiave del funzionamento degli attuatori. I dispositivi sviluppati sono privi di ingranaggi e lubrificanti, e risultano perfettamente compatibili con i materiali e gli standard già impiegati nelle missioni spaziali. I primi risultati sperimentali hanno dimostrato la capacità di generare movimenti rapidi e forze significative, con un rapporto potenza-peso molto elevato e un consumo energetico fortemente ridotto, aspetti cruciali per l’impiego in orbita e nelle missioni di esplorazione. “Abbiamo individuato una soluzione che dimostra come il vuoto, da sempre considerato un ambiente critico per la robotica, possa diventare un alleato per realizzare sistemi più leggeri, efficienti e affidabili per le missioni del futuro” dichiara Ion-Dan Sirbu, primo autore dello studio. Le prospettive applicative della tecnologia sono ampie e di grande impatto: robot per la manutenzione e l’assemblaggio in orbita, sistemi per l’esplorazione planetaria, meccanismi mobili per satelliti e telescopi spaziali. (9colonne)


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