Sono stato in cattedrale, a Verona, nel giorno dell'Epifania, che ricorda l'arrivo a Betlemme dei Re Magi, che sono sepolti, si dice, a Colonia nel sarcofago di 450 kg d'oro posto sull'altare maggiore della splendida cattedrale gotica. Questa fa un po'd a chioccia alla stazione ferroviaria, dove qualche decennio fa venivano "smistati" i migranti italiani che partivano dalla stazione ferroviaria di Verona Porta Nuova e alla chiesa di Sant’ Andrea, dove è sepolto Alberto Magno, il maestro di san Tommaso D'Aquino, che io vado sempre a pregare tutte le volte che passo da Colonia. Passando anche da Hohestraße, la via principale di Colonia, dove si può acquistare l'omonima acqua contrassegnata dal numero 8011 e soprattutto gustare la tipica birra servita in piccoli bicchieri, la famosa Kölsch.
In duomo si celebrava la tradizionale Festa dei Popoli, cioè dei cattolici delle comunità di varie parti del mondo che vivono a Verona. Presiedeva il Vescovo Domenico, della cui omelia riporterò alcune considerazioni, come sempre acute e chiare. Un fuori programma iniziale - le celebrazioni in duomo sono sempre formalmente perfette - ha indotto il vescovo Domenico a svelare un retroscena che si era solo intuito. Le giovani srilankesi, cui era affidato l'avvio della celebrazione, avevano smarrito la base musicale della loro splendida danza e quindi non si poteva iniziare. Dopo molto indugiare, qualcuno ha ritenuto che si potesse avviare la celebrazione lo stesso e il gruppetto srilankese si è messo a danzare su una base di musica italiana con una sintonia ed effetto piacevoli che neanche in Arena. Circostanza positiva di integrazione evidenziata dal vescovo. Chapeau!
Abbiamo visto la sua stella, ha esordito il vescovo citando i Magi, e siamo venuti ad adorarlo. Da Oriente verso Occidente, in una località dove si incontravano i tre Continenti conosciuti allora: Africa, Asia e Europa. I tre Saggi, di cui non conosciamo praticamente nulla, si muovono in un viaggio di anni alla ricerca del Dio Bambino con braccia allargate non come noi che lo facciamo in modo quasi schizofrenico contrapponendo di continuo scienza e fede. I sapienti ci fanno vedere come le due cose si integrano. Dio non si dimostra , ma si mostra. I Magi sono dei testimoni ed hanno due qualità La prima è la conoscenza controintuitiva, le cose non sono spesso come appaiono, Copernico ne ha dato una dimostrazione: noi pensiamo di essere immobili, ma la terra su cui viviamo gira su se stessa 1800 km al minuto, molto più veloce di un aereo supersonico. Non bisogna quindi fermarsi alle apparenze. La seconda qualità è l'indipendenza coraggiosa: i Magi non si sono lasciati guidare dalle idee dominanti. Loro venivano da lontano, noi forse ancor di più L'Epifania porta via tutte le feste, ma ci devono rimanere le due qualità dei Magi: modo di conoscere e indipendenza.
(© 9Colonne - citare la fonte)




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