Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

Cosa accomuna
ricchi e poveri

Cosa accomuna <br>ricchi e poveri

di Paolo Pagliaro

Sempre più spesso i super-ricchi e i precari votano allo stesso modo, e questo spiega perché un anno fa Donald Trump è tornato trionfalmente alla Casa Bianca. La sintonia elettorale tra ricchi e poveri può sembrare innaturale a chi si accontenta di pensare che la società sia divisa in classi trascurando altre divisioni non meno decisive. A cominciare da quelle territoriali.

L’economista spagnolo Andrés Rodríguez-Pose, tra i più citati studiosi al mondo nel campo della geografia politica, ha da poco pubblicato anche in italiano una raccolta di saggi che dimostrano come la ribellione anti-sistema non sia esclusiva delle aree depresse; ma esploda invece dove c’è stato un passato di gloria che oggi vacilla. Come nelle tragedie classiche , la vera vendetta non arriva da chi non ha mai avuto nulla, ma da chi ha avuto tutto e lo ha perduto. Donzelli ha pubblicato il saggio con il titolo “La vendetta dei luoghi che non contano”. Con una lunga serie di esempi, l’autore dimostra come gli elettori che percepiscono il luogo in cui vivono come privo di futuro si affidano a chi promette di «sovvertire il sistema».

Filippo Barbera, che firma la prefazione, osserva come il malcontento fiorisca sia nei territori in una situazione di declino economico prolungato, sia in quelli non abba­stanza poveri da ricevere aiuti, né abbastanza dinamici da attrarre investimenti e generare opportunità. Più a lungo una comunità ristagna in queste condizioni, più cresce la presa dei partiti che si scagliano contro il cosiddetto "establishment".

Quando le difficoltà individuali si fondono con il declino collettivo, la retorica antisistema si scrive da sola e dilaga senza freni. E non stiamo parlando solo degli Stati Uniti.

(© 9Colonne - citare la fonte)