Roma, 4 freb - “In un quarto di secolo, l'ultimo recente, la Sicilia è stata amministrata prevalentemente, per l'80% del tempo da coalizioni di centro-destra, quindi se ci sono responsabilità da coprire o da scoprire, guardasse a ‘casa sua’, perché è ‘casa sua’ dove non si sono assunte le scelte che si dovevano fare”. Così Dafne Musolino, senatrice Italia Viva, in merito all’informativa del ministro per la Protezione civile e le politiche del mare, Nello Musumeci, in ordine agli eccezionali eventi meteorologici che hanno colpito il territorio della Sicilia, della Calabria e della Sardegna. “Musumeci – ricorda la parlamentare messinese - è stato presidente della Regione Siciliana dal 2018 al 2022, in questi quattro anni ci dice che ha impegnato tutte le risorse destinate al dissesto idrogeologico, ma non ha realizzato un'opera, una che sia una non è stata realizzata: questo si dimentica di dirlo o volutamente lo tace, perché è la misura concreta della sua incapacità come ministro e del suo tentativo continuo di scaricare le colpe su altri soggetti, come ha fatto all'indomani della frana su Niscemi in cui immediatamente ha additato il sindaco come responsabile, e come ha ribadito anche oggi in cui ha confusamente detto che gli interventi sono a carico della Protezione civile, ma le responsabilità sono a carico degli enti locali, dimenticando che il ruolo del presidente della Regione. anche e soprattutto con la Protezione civile. è quello di coordinare gli interventi e se è necessario anche di intervenire in via suppletiva: cioè laddove i Comuni non hanno le capacità tecniche di predisporre un progetto, dove c'è un rischio certificato dal 1997 di una frana, spetta alla Regione intervenire. E invece, sulle risorse del Pnrr contro il dissesto idrogeologico, appena 99 milioni soltanto per la Sicilia, non c'è un euro destinato a Niscemi. Eppure la Regione Siciliana dal 2022 sa che Niscemi è passato da pericolosità elevata a rischio elevato, cioè classificato R4, che è la massima categoria di rischio per il dissesto idrogeologico”. “Non parliamo – aggiunge Musolino - poi di erosione costiera, dove ci sono progetti avanzati dai Comuni come il Comune di Santa Teresa, che sono fermi in attesa di valutazione e di approvazione, sono finanziati ma sono fermi. Dove sono fermi? Nei cassetti della Regione. Perché sono fermi? Perché la Regione è una macchina elefantiaca nella quale la burocrazia paralizza ogni scelta, impedisce anche agli enti locali più virtuosi di realizzare i progetti che presenta e poi se ne lava le mani e dice che la responsabilità è dei sindaci. Questa narrazione di Musumeci è inaccettabile, indigna profondamente ogni siciliano e oggi Musumeci ha volutamente impostato la sua comunicazione in questo modo polemico, nella speranza che suscitando le polemiche in aula potesse sfuggire alle sue responsabilità. Non gli è stato consentito, ho fatto un intervento molto concreto, molto pratico, gli ho portato gli esempi concreti di quello che lui non ha fatto, innanzi ai quali non ci sono le chiacchiere, c'è l'inefficienza di ciò che lui non ha fatto e sono fatti che lui non può confutare in alcun modo. Che poi Musumeci – conclude Musolino - si permetta addirittura di dire di essere stato oggetto di una campagna di sciacallaggio, non soltanto è inaccettabile, ma è la misura della sua arroganza. Musumeci si dimetta, se ne vada a casa e la smetta di fare danni”. (PO / Roc)
(© 9Colonne - citare la fonte)
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