Roma, 4 feb - “Il tema non è una valutazione tecnica, ma il modello di società che vogliamo difendere. I metodi violenti e repressivi dell’ICE non hanno nulla a che fare con l’Italia e con i valori che la nostra democrazia deve tutelare”. Lo ha detto Chiara Braga, capogruppo del Partito democratico alla Camera, commentando l’informativa del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sulla presenza dell’agenzia statunitense ai Giochi di Milano-Cortina. Secondo Braga, quella del ministro è stata “un’informativa tutta burocratica, che finge di non guardare al contesto geopolitico in cui ci muoviamo oggi”. “Non si può ignorare ciò che stanno facendo gli Stati Uniti guidati da Trump: minacce di conquista della Groenlandia, messa in discussione dell’ordine globale, guerra commerciale. Dentro questo quadro – ha sottolineato – la presenza dell’Ice assume un significato politico preciso”. Per la capogruppo dem, la reazione indignata registrata anche nella società italiana “non nasce da pregiudizi, ma da ciò che l’Ice ha fatto e rappresenta: uccisioni di cittadini inermi, uso dei bambini come strumento di ricatto, una torsione autoritaria che non può essere giustificata in nome della sicurezza”.
Braga ha respinto anche l’idea che la questione possa essere ridotta al tema formale della sovranità. “È una questione di civiltà e di difesa di un modello sociale fondato su libertà e diritti. Rafforzare la nostra sovranità democratica significa anche dire no a pratiche che la contraddicono profondamente”, ha affermato. Il ragionamento, ha spiegato la capogruppo Pd, si inserisce in una riflessione più ampia sul futuro dell’Unione europea, affrontata anche durante la presentazione del libro di Patrizio Bianchi ‘L’Europa tra Trump e la Cina. Tendenze e conflitti del mondo globale’. “L’Europa è davanti a un bivio: restare schiacciata tra i due poli, Stati Uniti e Cina, oppure compiere un salto in avanti verso una vera integrazione politica”, ha detto Braga. “Non basta un’Europa economica o energetica: serve un’Europa capace di essere un attore globale, competitiva ma soprattutto coerente nella difesa di un modello sociale che tenga insieme diritti, libertà e democrazia”. Un modello che, secondo Braga, “non può essere sacrificato sull’altare di una presunta sicurezza”, una linea che “le destre nel mondo, e anche la destra italiana, sembrano invece voler perseguire”.
(PO / Sis)
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