Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

VIA 700 AGENTI ICE
DAL MINNESOTA

VIA 700 AGENTI ICE <br>  DAL MINNESOTA

Settecento agenti della Immigration and Costums Enforcement (ICE) verranno ritirati dal Minnesota “con effetto immediato”. Ad annunciarlo oggi è stato Tom Homan, lo “zar dei confini” che la scorsa settimana è stato incaricato dal presidente Usa Donald Trump di gestire le operazioni di identificazione e rimpatrio dei migranti irregolari nello Stato. La decisione, ha spiegato Homan, è avvenuta in virtù di una collaborazione “crescente e senza precedenti” con la polizia carceraria, che ha ridotto la necessità di agenti in strada. Sul campo rimarranno dunque circa 2.000 agenti, a fronte dei 150 che operavano prima dell’avvio dell'Operazione “Metro Surge”, voluta da Trump per rintracciare i migranti “illegali”, avviata a gennaio e fonte di fortissime proteste nel Paese, specie nella città di Minneapolis. Proprio a Minneapolis, nell’arco di poche settimane, due cittadini americani, Renée Good e Alex Pretti, sono stati uccisi da agenti dell’ICE e della Border Patrol mentre protestavano pacificamente. È stato anche in seguito a queste due uccisioni che Trump ha deciso per la discesa in campo di Tom Homan, che in passato ha collaborato anche con l’amministrazione di Barack Obama, e che ha di fatto spodestato la gestione della segretaria per la Sicurezza interna, Kristi Noem, e del comandante della Border Patrol, Gregory Bovino. A commentare la decisione di Homan è stato anche Tim Walz, il governatore del Minnesota che alle ultime elezioni faceva parte del “ticket presidenziale” democratico in qualità di candidato vicepresidente di Kamala Harris. L’annuncio di Homan è per Walz “un passo nella giusta direzione” ma il ritiro degli agenti deve essere “più rapido”, ha detto, ribadendo che l’ICE non ha reso il Minnesota un posto più sicuro. Inoltre, Walz è tornato a parlare della morte di Good e Pretti, chiedendo un’accelerazione delle indagini.  Nelle ultime settimane l’ondata di protesta contro le operazioni anti-migranti volute da Trump si era intensificata: numerose spillette slogan “ICE OUT” sono comparse anche alla cerimonia di premiazione dei Grammys di pochi giorni fa. E lo stesso slogan è stato ripetuto da diversi vincitori nei loro discorsi di accettazione dei premi, a partire dalla cantautrice Billie Eilish (“Canzone dell’anno”) e dal rapper portoricano Bad Bunny (“Album dell’anno”), che ha dedicato la statuetta ricevuta “a tutti coloro che asciano la propria patria per inseguire i loro sogni”. (4 feb-mol)

(© 9Colonne - citare la fonte)