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direttore Paolo Pagliaro

SICUREZZA, SCHLEIN:
NO A STRETTE SU DIRITTI

SICUREZZA, SCHLEIN: <br> NO A STRETTE SU DIRITTI

“La sicurezza e l’ordine pubblico sono una responsabilità del governo. Smettano di scaricare i fallimenti sui sindaci”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, intervenendo alla direzione nazionale del partito, rispondendo anche ai provvedimenti sulla sicurezza varati ieri dal Consiglio dei ministri. Schlein ha parlato di sicurezza come di “un altro fallimento del governo Meloni”, richiamando “l’aumento dei reati nel biennio 2023-2024” e accusando l’esecutivo di usare il tema della sicurezza “come strumento di propaganda”. “È assurdo pensare – ha aggiunto – che la sicurezza non ci interessi: è offensivo per un partito che riconosce nel contrasto alla criminalità organizzata un pezzo fondante della propria comunità valoriale. Ma non inseguiremo mai gli slogan della destra”. La leader dem ha poi commentato i fatti di Torino, definendoli “gravissimi” e ribadendo “la ferma condanna per le aggressioni subite da agenti e giornalisti”. Al tempo stesso ha denunciato “la strumentalizzazione della destra per attaccare la sinistra e i giudici” e ha giudicato “altrettanto grave mettere sullo stesso piano chi manifesta pacificamente e chi si stacca dai cortei per compiere violenze”.

Netta la contrarietà del Pd a nuove strette che incidano sui diritti. “No a provvedimenti che comprimono la libertà di manifestazione – ha avvertito Schlein – ci opporremo con forza a ogni tentativo di coprire o ridurre i diritti dei cittadini. La sicurezza è una cosa seria, non uno strumento elettorale”. Sul piano delle proposte, la segretaria dem ha rivendicato linee alternative a quelle del governo, a partire dalla prevenzione. Tra gli esempi citati, la richiesta di “riportare in Italia gli 800 milioni destinati ai centri in Albania” per rafforzare interventi sul territorio e aumentare i servizi. “Questo governo – ha accusato – non ha messo un euro sulla prevenzione, mentre taglia risorse ai comuni”. Schlein ha infine insistito su un’idea di sicurezza “che passa dal lavoro di comunità”, chiamando in causa enti locali, assistenti sociali, educatori e psicologi. “La società più sicura – ha concluso – è quella che non discrimina, non lascia indietro nessuno e non criminalizza. È questa la sicurezza che vogliamo difendere”.

(Sis) 

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