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Roma-Parigi e i 70 anni di gemellaggio, Calbi (IIC): Così raccontiamo l’Italia in Francia

Roma-Parigi e i 70 anni di gemellaggio, Calbi (IIC): Così raccontiamo l’Italia in Francia

Roma e Parigi amiche da 70 anni. Le due città celebrano nel 2026 il settantesimo anniversario del loro gemellaggio, sottoscritto il 30 gennaio 1956 nel secondo dopoguerra e racchiuso nel celebre motto “Solo Parigi è degna di Roma, solo Roma è degna di Parigi”. Un anniversario che ha attraversato la storia d’Europa e che il 30 gennaio scorso è stato celebrato all’Hotel de Ville di Parigi: un evento che ha inaugurato una lunga stagione culturale che si prolungherà, tra cinema, teatro, musica e arte, fino al prossimo dicembre. «È importante specificare che il lavoro che noi facciamo è innanzitutto rivolto ai francesi: il nostro compito è quello di promuovere l’arte, la cultura e la lingua italiana a Parigi e in Francia», dice a 9colonne Antonio Calbi, direttore dell’Istituto italiano di cultura a Parigi. «In questo quadro di aggiornamento e promozione dell’Italia in Francia, si iscrivono i 50 eventi che abbiamo pensato per celebrare questo importante anniversario nella città di Parigi e non solo», spiega il direttore.


DA PIOVANI A MORRICONE - Calbi si era già occupato del gemellaggio nel 2016 quando, come direttore del teatro Argentina di Roma, aveva proposto all’amministrazione romana di illuminare i ponti della Senna e del Tevere, così come le facciate dell’Hotel de Ville e del Campidoglio, del colore delle bandiere dei due paesi. «È bene tenere a mente che il gemellaggio fu firmato il 30 gennaio del 1956 a Roma, mentre si stava costruendo l'Europa. Per questo motivo io lo vedo come uno dei mattoni che hanno contribuito a costruire l’Unione Europea», dice Calbi. Molti gli eventi organizzati per l’occasione: l’obiettivo è confermare la grande vivacità che la cultura italiana ha conosciuto negli anni e, soprattutto, nel Novecento. «Abbiamo cominciato con Piovani e chiuderemo con Morricone, con la proiezione del documentario Ennio, ma nel mezzo ci sarà spazio per tutto, per il cinema, per il teatro, per la danza», precisa il direttore dell’Istituto italiano di Cultura.


ROMA-PARIGI, UN PONTE CULTURALE - Se il 2026 sarà dedicato ai festeggiamenti del gemellaggio, il 2025 è stato l’anno di Pasolini, con 50 eventi per ogni anno dalla scomparsa di uno degli intellettuali più importanti del Novecento. «Io credo che Pasolini resti uno dei pensatori più radicali, eretici e inclassificabili che il Novecento abbia prodotto e questo rende la sua lezione sempre spiazzante e sempre attuale. Il fatto che il mondo non abbia mai risolto i nodi che Pasolini cercava di sbrogliare rende la sua parola fondamentale per capire il presente. Non solo non abbiamo abbattuto le divisioni tra le classi o l’emarginazione nelle periferie, ma siamo andati molto oltre, fino alla cancellazione delle differenze culturali, fino alla totale uniformazione delle coscienze, soprattutto dei più giovani. La lezione di Pasolini, allora, mi sembra fondamentale: preservare la bellezza dell’umano nella sua differenza e nel rispetto della dignità di ciascuno».


RACCONTARE L’ITALIA - La cultura italiana, nelle forme più disparate, ha sempre occupato un posto centrale in Francia e Parigi è stata forse la più alta testimone di questo interesse; con la (fondamentale) apertura dei confini culturali a realtà fino ad ora quasi sconosciute. Ora ci si chiede se questo primato resti ancora tale: «L’Italia manterrà sempre la sua posizione privilegiata perché è la base della cultura, è la tradizione che sta dietro a tante tradizioni, si pensi al Medioevo o al Rinascimento, con le loro innovazioni artistiche, all’influenza che le forme espressive nate in Italia hanno avuto sulla costruzione della cultura francese», spiega Calbi. «Faccio solo un esempio: i comici dell’arte. La grande commedia francese, compreso Molière, è figlia di quella italiana», continua. «L’apertura alle nuove culture – conclude – è una ricchezza incredibile, che dobbiamo continuare a coltivare, ma c’è ancora molto dell’Italia che non è stato raccontato e noi continuiamo a lavorare e ad impegnarci per farlo». (Laz - 10 feb)

(© 9Colonne - citare la fonte)