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UCRAINA, NELLA NOTTE
UNA STRAGE DI BAMBINI

UCRAINA, NELLA NOTTE <BR> UNA STRAGE DI BAMBINI

L’Ucraina si trova oggi di fronte a un tornante della storia tanto drammatico quanto decisivo, sospesa tra il fragore dei missili e i sussurri di una diplomazia che sembra aver cambiato marcia. Secondo quanto rivelato dal Financial Times, che cita fonti governative ucraine e alti funzionari occidentali, il presidente Volodymyr Zelensky starebbe seriamente valutando di indire elezioni presidenziali e un referendum nazionale per il prossimo 24 febbraio 2026. Se confermata, questa mossa rappresenterebbe nei fatti una vera e propria "resa" diplomatica di Zelensky alle pressioni di Donald Trump. Il termine, per quanto forte, descrive la necessità del leader ucraino di piegarsi a una nuova realpolitik imposta da Washington: l'indizione di un referendum servirebbe infatti a ottenere una legittimazione democratica per decisioni estremamente dolorose, come possibili concessioni territoriali o la rinuncia formale alle ambizioni NATO, cercando nel mandato popolare lo scudo politico necessario per accettare condizioni finora considerate irricevibili.

Tuttavia, mentre i palazzi della politica discutono di urne e negoziati, il terreno racconta una realtà di ferocia immutata che nelle ultime ore ha assunto i contorni di una vera e propria strage di innocenti. Il bilancio dei raid russi della notte e dell'alba di oggi è straziante e si concentra sulla vita spezzata dei più piccoli. Nel distretto di Bohodukhiv, nella regione di Kharkiv, un attacco brutale ha colpito un'area residenziale uccidendo quattro persone: tra le macerie sono stati estratti i corpi senza vita di tre bambini piccolissimi, appartenenti alla stessa famiglia, uccisi nel sonno prima che potesse sorgere il sole. Questa tragedia si somma a quella avvenuta poche ore prima a Slov'jans'k, dove un missile ha centrato un edificio civile togliendo la vita a una bambina di soli 11 anni e a sua madre, in un crescendo di violenza che sembra voler fiaccare la resistenza psicologica della popolazione proprio nei giorni in cui si parla di pace.

Nonostante il lutto, la risposta militare di Kiev non si è fatta attendere e ha colpito con precisione chirurgica il cuore industriale russo. Durante la notte, uno sciame di droni ucraini ha sorvolato diverse regioni nemiche riuscendo a colpire un obiettivo di altissimo valore strategico: una grande raffineria di petrolio nella regione di Volgograd. L'esplosione ha generato un incendio di vaste proporzioni, confermando la volontà dell'Ucraina di non subire passivamente i raid sulle proprie infrastrutture energetiche. Questo intreccio tra manovre militari e le indiscrezioni sul referendum dipinge un quadro di estrema fragilità: il 24 febbraio, quarto anniversario dell'invasione, rischia di trasformarsi in un momento di trasformazione politica radicale, sancendo l'inizio di una pace difficile e l'avvio definitivo della "fase Trump" per il futuro del Paese. (11 FEB - deg)

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