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Referendum, a Roma “Maratona per il si’” dal 2 marzo

Roma, 11 feb - Una maratona oratoria a Roma dal 2 all’8 marzo per il “sì” al referendum sulla Giustizia, probabilmente a Piazza Cavour: è quella indetta dai Comitati per il Sì e presentata oggi alla Camera. “Questa iniziativa vuole restituire al Paese, insieme alla riforma, un giudice più libero per una giustizia più giusta. Una giustizia più giusta perché il giudice deve essere indipendente non solo dalla politica, che lo è certamente, ma anche dagli uffici di procura e deve essere indipendente dal dominio delle correnti sulla giustizia. Questa è la ragione per la quale bisogna votare sì” afferma Gian Domenico Caiazza, presidente del Comitato “Sì Separa” della Fondazione Luigi Einaudi. “La vicenda di Tortora – spiega Francesca Scopelliti, presidente del Comitato Cittadini per il Sì della Fondazione Internazionale per la Giustizia Enzo Tortora - è l'esempio provato di come sia urgente e non più rinviabile la separazione delle carriere. La conferma dell'arresto e la condanna poi in primo grado furono fatte da due giudici che avevano il compito di compiacere la linea accusatoria, perché i magistrati dopo quel trionfo al momento del blitz contro la Nuova camorra organizzata, furono chiamati ‘Maradona del Diritto’, si parlò di ‘venerdì nero della camorra’: poi, invece, per chi si ricorda la cronaca del tempo, non si rivelò così questo grande evento contro la criminalità organizzata”. Scopelliti ricorda poi “il giudice in primo grado, che condannò Tortora senza uno straccio di prove, solo dicendo che i pentiti erano concordanti: il giudice Michele Morello, che in appello preparò la strada per l'assoluzione di Enzo, disse che sempre quegli stessi pentiti non erano concordanti bensì concordati, perché vivevano insieme nella caserma Pastrengo dei carabinieri e quindi andò oltre, volle fare altre indagini e scoprì per esempio che Melluso, che era il grande accusatore, nel momento in cui diceva di aver consegnato chili e chili di droga a Tortora, era in effetti nel carcere di massima sicurezza di Ascoli Piceno. Perché queste indagini non furono fatte in primo grado? Date voi la risposta…”. Francesco Petrelli, presidente del Comitato Camere Penali per il Sì e dell’Unione delle Camere Penali Italiane, sottolinea invece: “I nostri comitati si sono riuniti per una battaglia fatta nel nome di tutti i cittadini, perché siamo convinti che è ai cittadini e agli elettori che bisogna parlare: lo faremo con questa straordinaria iniziativa della Maratona per il Sì, per dimostrare la necessità di avere finalmente nel nostro Paese un giudice terzo, così come sta scritto nella Costituzione, una magistratura davvero libera dalla politica e soprattutto delle decisioni che siano finalmente autorevoli per il bene della giustizia, del Paese e di tutti i cittadini”. (Roc)

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