Roma, 11 feb – “Nessuna paura rispetto al voto e nessun retropensiero. Le accuse sono strumentali. Qui siamo di fronte a una materia molto tecnica, per la quale bisogna garantire organizzazione, trasparenza e sicurezza del voto”. Lo ha detto la sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro, intervenendo sulla questione del voto dei fuorisede contenuta nel dl Elezioni, uno dei punti più discussi del provvedimento. Ferro ha ricordato le sperimentazioni già avviate dall’attuale governo, sottolineando che “nelle precedenti due sperimentazioni, fatte da questo governo e non in precedenza, c’è stato un arco temporale di 89 giorni nel 2024 e di 69 giorni nel 2025”. Nel 2025, ha aggiunto, “abbiamo provato una sperimentazione che riguardava non soltanto gli studenti fuorisede, ma anche persone che lavoravano o che si trovavano fuori sede per motivi di cura”. Tra gli elementi critici evidenziati dalla sottosegretaria, la cosiddetta “cristallizzazione dell’elenco elettori”, che comporta un incrocio di dati tra il comune di residenza e quello di domicilio. “Parliamo di sezioni speciali che arrivano a un massimo di 800 elettori e che devono vedere interloquire i diversi comuni. C’è poi il tema degli scrutatori, del sorteggio e dell’organizzazione territoriale che le amministrazioni comunali devono garantire”, ha spiegato. Ferro ha richiamato anche i dati delle sperimentazioni: “Nel primo caso ci sono stati circa 30mila elettori, a seguire 67mila richiedenti e 53mila votanti”. Numeri che, secondo la sottosegretaria, vanno letti alla luce delle stime contenute nel cosiddetto Libro Bianco, che indicava una platea potenziale di oltre 4 milioni di persone, ma “non censita da dati ufficiali e non iscritta in specifiche liste elettorali”. Se si applicasse un parametro di partecipazione del 30%, ha osservato, “le richieste avrebbero dovuto superare il milione e mezzo”. “Nulla di strumentale, affronteremo il referendum con tranquillità – ha concluso – ma quando si fa una legge deve essere una buona legge. Abbiamo avuto esempi del passato in cui tornare indietro non è stato semplice”. Rispondendo infine a chi chiedeva se vi siano margini per rendere strutturale il voto dei fuorisede, Ferro ha affermato: “Sono convinta che i margini ci siano, ma attraverso un censimento serio. La commissione presieduta da Bassanini lavorò su elementi amministrativi, ma senza una certificazione puntuale rispetto ai periodi di domicilio. Serve una ulteriore sperimentazione e soprattutto una norma strutturale che dia regole chiare. Dobbiamo avere numeri certi e, sui numeri certi, faremo il nostro dovere”.
(PO / Sis)
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