“Futuro Nazionale sa bene dove stare”. Con una nota arrivata a ridosso del voto di fiducia, Roberto Vannacci scioglie la riserva sul decreto legge Ucraina: “Voteremo a favore della fiducia perché questo voto non è nel merito del provvedimento sul quale rimaniamo contrari, ma serve per delimitare un perimetro politico funzionale a permettere ai partiti di scegliere dove collocarsi” spiega il generale da Bruxelles, rivelando l’orientamento dei tre deputati a lui vicini (Rossano Sasso, Edoardo Ziello ed Emanuele Pozzolo) per poi aggiungere: “Manterremo i nostri ordini del giorno che contengono l’impegno ad interrompere le forniture di armi, a favore dell’esercito di Zelensky e voteremo, altresì, contro nel voto finale. Non ci prestiamo ai giochini di chi vorrebbe addossarci l’etichetta di essere insieme ai Bonelli, Fratoianni, Renzi, Conte e Schlein di turno, ma, al contempo, non rinunciamo alla nostra identità”. “Infatti – aggiunge l’europarlamentare ex Lega - ho sempre detto che non siamo uno strumento della sinistra che vuole destabilizzare la Nazione, a differenza di quanto viene sostenuto da alcuni e lo dimostriamo nei fatti”. Il nodo politico, adesso, è se Futuro Nazionale farà parte della coalizione di centrodestra, vista l’apparente contrarietà del Carroccio. “La Lega ha sempre l’ultima parola”: così il vicepremier Antonio Tajani, rispondendo ai cronisti a Montecitorio. “Futuro nazionale – afferma Sasso - oggi ha dimostrato di essere un interlocutore serio ed attendibile per il centrodestra. Futuro nazionale però è coerente, noi ribadiamo il nostro ‘no’ a un decreto che invia ancora, per la tredicesima volta, armi e soldi per Zelensky. Noi chiediamo che vengano usati per la sicurezza degli italiani. Noi vorremmo un Decreto Italia adesso, quanto al voto di fiducia abbiamo votato convintamente sì perché non vogliamo dare alibi a nessuno. Noi ci siamo, vogliamo rendere il centrodestra attuale, che per noi è troppo morbido, più sicuro, più forte, più identitario, ma è chiaro che questo centrodestra adesso ci deve ascoltare, perché noi rappresentiamo la voce d tanti italiani stradelusi, che magari non vanno più a votare”. Rispondendo a Tajani, che aveva parlato di un dialogo “difficile” con ‘vannacciani’, Sasso sottolinea: “Ha detto difficile, non impossibile”. E il generale, assicura l’ex sottosegretario all’Istruzione, sarà a Roma molto presto: “Vannacci ha un difetto, che è sempre presente a Bruxelles, compatibilmente con l’agenda di un leader politico nazionale posso dire che nel giro di qualche settimana sarà a Roma, anche per dare man forte alle nostre proposte di legge”. “Noi abbiamo portato nel centrodestra questo tema politico, non ci siamo dimostrati come forse qualcuno si auspicava il ‘cavallo di Troia’ della sinistra nel centrodestra, siamo la destra che fa la destra” mette in luce Pozzolo, mentre Ziello (intervenuto in aula in dichiarazione di voto) afferma: “Siccome noi non vogliamo che la sinistra torni a guidare l’esecutivo della nazione, abbiamo dimostrato di passare dalle parole ai fatti anche stavolta anche se ciò non toglie che noi continuiamo a rimanere contrari nel merito del provvedimento, perché siamo stufi di continuare a inviare armamenti a un esercito che non riesce a tenere la linea del fronte, e rappresentiamo quella maggioranza degli italiani che si è espressa in modo contrario all’invio di ulteriori forniture militari”. Tra i contrari al decreto, tra le opposizioni, M5S e Avs, ma questo non ha comportato nessuna convergenza sugli ordini del giorno: “Noi votiamo contro gli ordini del giorno di questa cosiddetta componente e a favore dei nostri ordini del giorno, in coerenza con quella che è la nostra storia più recente e anche meno recente”, così Luana Zanella, capogruppo Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera. (Roc)
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